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Un dentifricio antieta che costa di piu

17 giugno 2011
dentifricio

17 giugno 2011

Mentadent Anti-age sostiene di aiutare a combattere “i 5 segni del tempo” (recessione gengivale, erosione dello smalto, perdita del bianco naturale, arrossamento delle gengive e sensibilità dentale). Ma non vale la pena spendere di più.

Problemi non solo legati all'età
In primo luogo, questi sintomi non sono necessariamente legati all’età: per esempio la recessione gengivale può interessare persone giovani e viceversa non riguardare chi lo è meno. Inoltre, non sono problemi omogenei: per esempio, se la perdita del bianco è un processo naturale, di per sé non problematico, la recessione delle gengive può invece comportare rischi per la salute dei denti e richiede una visita di controllo dal dentista.

Costa di più
Ma, soprattutto, nessuno dei cinque ingredienti che dovrebbero contrastare i sintomi (tra l’altro il numero, simmetrico a quello dei problemi, sa tanto di trovata pubblicitaria...) ha qualità che possano suggerire un’azione rivoluzionaria.
Due ingredienti sono presenti in tutti i dentifrici (il fluoro per proteggere dalle carie e la silica come abrasivo); altri sono specifici, ma di comune utilizzo (il potassium citrate per denti sensibili e lo zinco citrato come antitartaro). Quanto alla vitamina E e all’idrossiapatite, nonostante le buone proprietà di queste due sostanze, al momento
scarseggiano studi indipendenti a supporto dell’efficacia della loro azione sui problemi indicati nella pubblicità.
E il prezzo? Rispetto alla media dei dentifrici “total care” (contro tartaro, carie e placca), Anti–age costa circa il 20% in più.


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