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Uso offlabel dei farmaci

01 febbraio 2010
offlabel farmaci

01 febbraio 2010

In gergo medico si dice che un farmaco viene utilizzato "off-label" quando si usa per curare disturbi differenti da quelli per cui è stato registrato o secondo modalità diverse da quelle documentate dagli studi clinici.

Farmaci: rischi per l'utilizzo diverso da quello solito
La procedura off-label è di per sé legittima. Sta al medico applicarla con i dovuti limiti e le necessarie cautele. In pratica, l'utilizzo "fuori etichetta" di un medicinale è una specie di sperimentazione a cui il paziente accetta di sottoporsi, dopo essere stato chiaramente informato del rapporto rischi/benefici che questo trattamento comporta.

Questa pratica è eticamente corretta quando non ci sono terapie disponibili per quel tipo di malattia; oppure, sono già state usate, senza successo, le altre cure a disposizione.

Se invece, qualsiasi sia il problema da affrontare, ci sono farmaci ad hoc di provata efficacia e sicurezza per quella malattia o per quel sintomo, il ricorso all'off-label di altri medicinali finisce per tradursi in un aumento del rischio per il paziente, senza garanzie di risultati positivi.

Prescrizioni di medicinali "fuori etichetta"
Proprio perché fuori dalle regole, non è facile quantificare la diffusione delle prescrizioni off-label. Vi si ricorre soprattutto in alcuni settori.

  • Pediatria. Nei casi in cui mancano studi specifici sui bambini, vengono impiegati medicinali di fatto destinati agli adulti.
  • Oncologia. L'esistenza di numerosi tipi di tumore, il fatto che i farmaci storici in questo campo curino solamente alcune forme della malattia, l'insorgenza di tumori rari per cui non esistano trattamenti specifici sono i principali motivi per cui, data anche la gravità della malattia, si ricorre all'utilizzo off-label".
  • Neurologia e psichiatria. Sono aree contraddistinte da problemi di salute per cui spesso è difficile arrivare a una diagnosi precisa e non sempre ci sono soluzioni farmacologiche mirate.

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