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Vaccini: cosa ne pensano gli italiani

02 ottobre 2012

02 ottobre 2012

Molte delle preoccupazioni che girano sui vaccini non sono basate su informazioni fondate, ma su pregiudizi, leggende metropolitane, talvolta perfino truffe vere e proprie. Abbiamo interrogato quasi 2.000 persone sulle loro credenze riguardanti i vaccini. In molti casi non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica.

Quando si parla di vaccini, si parla di prevenzione. Ma anche di paure, nella maggioranza dei casi ingiustificate. Ogni vaccino, certo, ha una storia a sé in quanto a efficacia e sicurezza, per cui il sano esercizio del dubbio, che spinge a informarsi e a essere consapevoli, è sempre legittimo. Ma le bufale in giro sui rischi di questi farmaci sono tante. Non lasciatevi ingannare da credenze pseudoscientifiche prive di fondamento o da teorie cospirazioniste che suppongono la “truffa mondiale” delle case farmaceutiche.
I vaccini restano farmaci nella maggior parte dei casi efficaci e sicuri, senza i quali tante malattie, oggi praticamente scomparse o molto rare, potrebbero diffondersi nuovamente.

Pericolo dei vaccini: miti da sfatare
Abbiamo interrogato quasi 2.000 persone sulle loro credenze riguardanti i vaccini. In molti casi non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica. Ecco alcuni dei principali:

  • troppi vaccini insieme “stressano”? Anche se il 40% del campione lo pensa, non c’è evidenza scientifica a sostegno dell’ipotesi che i vaccini polivalenti (che in un’unica soluzione proteggono da più infezioni) sovraccarichino il sistema immunitario, provocando delle disfunzioni;
  • affrontare i virus rafforza? Il 40% del campione pensa anche che le malattie infantili rafforzino il sistema immunitario e che dunque sia meglio non evitarle. Niente di più falso: contraendo una malattia l’organismo non diventa più forte in generale, semmai diventa più esperto soltanto nell’affrontare quella stessa malattia. Ed è esattamente lo stesso effetto che hanno anche i vaccini;
  • gravi effetti indesiderati? Gli effetti indesiderati gravi o gravissimi sono rarissimi, eppure un terzo del campione è convinto del contrario e ancora un terzo pensa che non se ne parli appositamente, per non spaventare o - evidentemente - per non danneggiare gli interessi delle case farmaceutiche. In realtà gonfiore, dolore, rossore nella zona della puntura e febbre bassa sono le reazioni più frequenti;
  • più rischi che benefici? Circa il 30% dei nostri intervistati pensa che alcune malattie, ormai, sono così rare, che i rischi legati alla prevenzione sarebbero più alti di quelli legati alla malattia. La percezione del rischio di ammalarsi è scarsa, ma spesso si dimentica che, se alcune malattie sono scomparse, è grazie ai vaccini, che ne hanno interrotto la catena delle infezioni.


Vaccini e rischi di autismo

Nel 1998, uno studio pubblicato sulla rivista Lancet evidenziò il rischio di autismo per i bambini a cui veniva somministrato il “vaccino trivalente Mpr”, quello che immunizza in una volta sola da morbillo, parotite e rosolia. Si scoprì in seguito che la ricerca era legata a interessi economici e nel 2010 fu dichiarata formalmente fraudolenta (ed è un caso più unico che raro che una rivista scientifica sconfessi pubblicamente uno studio da lei pubblicato). Ma intanto il panico si era diffuso tra i genitori provocando un drastico calo delle vaccinazioni. 
 


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