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Via il nome del farmaco dagli scontrini

11 maggio 2009
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11 maggio 2009

Il Garante per la privacy è intervenuto sulla questione degli scontrini della farmacia, i cosiddetti scontrini "parlanti".

La questione, sollevata dal Garante, riguarda l'indicazione sugli scontrini del nome del farmaco prescritto al paziente, che rende di fatto palese la patologia cui è legato a chi si occupa dell'assistenza fiscale in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. In pratica, dal primo gennaio 2010 le farmacie dovranno emettere lo scontrino parlante senza l'indicazione del nome del farmaco, ma indicando solo il codice fiscale del destinatario, la natura (medicinale o farmaco) la quantità acquistata e il numero AIC (autorizzazione all'immissione al commercio), che è unico per ogni farmaco.
Motivazione: giustamente il Garante ha evidenziato il fatto che se un contribuente si rivolge al Caf o al commercialista per presentare il 730 debba far saper loro che soffre di una determinata malattia o assume particolari farmaci.

Problema di privacy
Benché la questione sia abbastanza logica e scontata, è dovuto intervenire un organo così importante per porre un freno al dilagare delle richieste assurde fatte dall'amministrazione finanziaria, che ormai per riconoscere le quattro briciole di detrazione o deduzione al contribuente pretende in cambio adempimenti che vanno ben al di là del ragionevole.

Entro 3 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento, l'Agenzia delle Entrate dovrà fornire indicazioni operative affinché gli scontrini delle farmacie riportino i dati necessari alla detraibilità/deducibilità della spesa sostenuta.

Vi terremo aggiornati sull'evoluzione della questione "scontrini parlanti": nel frattempo ovviamente continuate a richiederli completi del nome del farmaco acquistato.

Il parere dell'Agenzia delle entrate
Alla domanda di un farmacista, circa la violazione della privacy del malato, con la risoluzione n. 156 del 5 luglio 2007 l'Agenzia delle entrate aveva risposto: "In relazione alle perplessità espresse dal contribuente circa la possibilità che il contenuto dettagliato dello scontrino possa determinare una violazione della privacy dei contribuenti, si rammenta che, come specificato nell'informativa sul trattamento dei dati personali contenuta nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi, i dati relativi agli oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione dell'imposta sono forniti dal contribuente facoltativamente, solo qualora intenda avvalersi dei benefici fiscali". Detto in altri termini, per l'Agenzia se vuoi ottenere ben il 19% di rimborso di quanto hai speso, devi pagare anche lo scotto di far conoscere a perfetti estranei le tue condizioni di salute.

Avevamo chiesto di semplificare
Vogliamo ricordare infine che anche noi ci eravamo battuti per semplificare questi adempimenti e per contestare l'iter normativo che aveva portato allo scontrino parlante: ci eravamo rivolti con una lettera ai Garanti del Contribuente di ogni Regione affinché si attivassero per risolvere la questione. Tuttavia, benché avessimo raccolto la quasi totalità di pareri concordi al nostro, tutti i Garanti avevanorisposto dicendo che non avevano poteri e che avrebbero semplicemente sollevato la questione di fronte alle sedi regionali delle Agenzie delle Entrate. In pratica ci davano ragione ma ammettevano di non poter far nulla nei confronti dell'Agenzia delle entrate. Fortunatamente si sbagliavano.


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