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Aviaria in Emilia-Romagna, ecco di cosa si tratta

30 agosto 2013
aviaria

30 agosto 2013

Il virus di questa influenza è stato riscontrato in diversi allevamenti di galline e tacchini tra Ferrara e Bologna. In atto misure di controllo e contenimento. Ma cos’è e come si diffonde? L'uomo può essere contagiato? Ci sono dei rischi a mangiare carne di volatili malati? Ecco le risposte a tutti i tuoi dubbi.

Negli allevamenti dell'Emilia-Romagna torna a diffondersi l'influenza aviaria. Ad oggi sono quattro i focolai scoperti: tre in allevamenti di galline ovaiole (due a Mordano, in provincia di Bologna e uno a Ostellato, nel ferrarese) e uno in un allevamento di tacchini (a Portomaggiore, sempre in provincia di Ferrara). Mentre migliaia di capi vengono abbattuti, continua l'attuazione delle misure straordinarie emanate dalla Regione e previste dalla normativa sanitaria europea per il contenimento dell'infezione, il monitoraggio e la tutela della salute pubblica. Bisogna però specificare che il virus - del sottotipo H7N7 HPAI - è diverso geneticamente da altri più aggressivi (come, ad esempio, quello olandese del 2003 o quelli cinesi che stanno circolando recentemente) e non presenta mutazioni che lo rendono in grado di infettare i mammiferi più facilmente.

Domande e risposte

A sentire parlare di influenza aviaria ci torna in mente l'epidemia del 2005 e gli allarmi che vennero lanciati in quell'occasione. Oggi non è il caso di preoccuparsi, ma per saperne di più ecco una serie di domande e risposte.

  • Cos'è l'influenza aviaria?

È una malattia infettiva che colpisce uccelli domestici (come polli o tacchini) e selvatici (come oche o anatre). E’ causata da un virus appartenente alla famiglia Orthomyxoviridae, che comprende i diversi virus responsabili dell’influenza dei mammiferi, tra cui l’uomo, e degli uccelli.

  • Come si diffonde il virus?

Gli uccelli acquatici migratori, in particolare le anatre selvatiche, possono essere portatori del virus dell’influenza aviaria, ma sono generalmente più resistenti alla malattia. Il contatto diretto o indiretto tra questi animali e i volatili domestici (pollo e tacchino sono i più recettivi) è alla base del contagio e del successivo verificarsi di epidemie. Il pollame è molto sensibile all’infezione: questo, unito al fatto che gli allevamenti industriali tengono gli animali in condizioni di enorme concentrazione, favorisce il contagio tra animali e l’insorgenza di vaste epidemie, con conseguenze socio-economiche anche gravi.    

  • Il virus può trasmettersi all’uomo?

Sì, ma è un evento raro. In genere si verifica quando c'è uno stretto contatto tra gli uomini e i volatili vivi infetti.

  • Quando questa situazione si trasforma in pandemia, cioè in epidema estesa?

Quando si origina un virus che ha sia la caratteristica di essere molto aggressivo (come il ceppo H5N1 del 2005 dell'influenza aviaria), sia quella di essere molto contagioso, cioè facilmente trasmissibile da uomo a uomo (come il virus dell'influenza).

  • Ci sono dei rischi a mangiare carne di uccelli malati?

I virus dell'influenza aviaria si trasmettono per via respiratoria. Non sono mai stati registrati contagi per via alimentare. Il virus, comunque, è inattivato dal calore per cui non ci sono rischi a consumare carne di pollo cotta.

  • Che precauzioni adotta l’Italia?

Le autorità locali e il Ministero della Salute hanno messo in atto le misure necessarie per contrastare l'espansione del virus, tra cui la soppressione di tutti i volatili degli allevamenti coinvolti.

  • Cosa fare per prevenire un possibile contagio in aree a rischio?

Evitare di visitare zone rurali e osservare banali norme igieniche, quali lavarsi spesso le mani, possono evitare qualunque tipo di contagio.


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