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Acquisti a rate senza rete inchiesta in 300 negozi

01 settembre 2010

01 settembre 2010

La trasparenza è ancora un optional: nei negozi il debito viene venduto a caro prezzo senza che nessuno se ne accorga. Anche mascherato da innocua carta fedeltà che si rivela

La trasparenza è ancora un optional: nei negozi il debito viene venduto a caro prezzo senza che nessuno se ne accorga. Anche mascherato da innocua carta fedeltà che si rivela poi una revolving con tasso di interesse a due cifre. I volantini pubblicitari prendono il posto dei foglietti informativi previsti dalla legge e i commessi sbagliano o tacciono sui costi reali del pagamento a rate. Questi i risultati sconfortanti della nostra inchiesta in quasi 300 negozi di nove città italiane.

Taeg: è buio pesto
Come potenziali clienti abbiamo visitato 284 negozi in nove città italiane raccogliendo 323 offerte di finanziamento per l'acquisto di elettrodomestici, mobili o un attrezzo sportivo. Nel 63% dei casi gli addetti alla vendita non ci hanno comunicato il Taeg (24%) o ne hanno dato uno sbagliato (39%). Nei punti vendita sono stati consegnati solo10 foglietti informativi con indicazioni della rateizzazione, in tutti gli altri casi sono stati consegnati al consumatore solo volantini pubblicitari. Il nostro consiglio è di non accontentarsi dei volantini, ma di farsi consegnare il foglietto informativo e il contratto previsto dalla legge e di ricalcolate il Taeg usando il calcolatore.

Carta fedeltà revolving: doppia linea di credito
Nonostante il richiamo di Bankitalia a non utilizzare il contesto del punto vendita per far adottare le carte revolving (quelle che accendono una linea di credito da pagarsi a rate con tassi salatissimi) nel corso dell'inchiesta sono state consegnate carte fidelity revolving il cui tasso medio, se utilizzate fuori dalla catena dell'insegna, era del 18,47% con punte del 21,56%. Non certo un buon affare, soprattutto perché la tecnica di vendita è scorretta. Avviene attraverso una clausola (link a pdf con esempio) inserita nel contratto di finanziamento per l'acquisto a rate della tv, così nel valzer delle firme al momento dell'acquisto ci sfugge o viene presentata come un'innocente carta fedeltà da sottoscrivere per avere il tasso zero. Chi se la ritrova in tasca non sa che ha una doppia linea credito: quella a tasso zero se usata nella stessa catena dove si fa l'acquisto, quella salatissima al di fuori della catena e dai negozi a essa affiliati.

Per Assofin nessun problema
Abbiamo chiesto ad Assofin, l'associazione che raggruppa i principali operatori finanziari del nostro Paese, di confrontarsi con noi sui risultati della nostra inchiesta. Assofin non ha accettato contestando la validità del metodo, definendo "sondaggio" la nostra inchiesta giornalistica. Un argomento debole, visto che si tratta di un metodo che applichiamo da più di 30 anni e che le autorità hanno sempre ritenuto valido, tanto che proprio dalle nostre inchieste sono scaturiti spesso i provvedimenti di Antitrust e Banca d'Italia. L'inchiesta è scomoda, lo sappiamo, i risultati sono senza appello per chi offre il credito perché mostrano una mancanza di trasparenza imbarazzante. Secondo la legge sulla trasparenza, sono le finanziarie a essere responsabili della formazione di chi offre i prestiti e anche della consegna al cliente del foglietto informativo con tutti i dati del prestito. Su questo punto Assofin sostiene che "per garantire che il cliente sia messo nelle condizioni di apprezzare la convenienza del finanziamento sia necessario sfoltire il numero di informazioni "essenziali" sulle quali concentrare l'attenzione". Di certo il cliente dovrà accontentarsi delle informazioni dei volantini pubblicitari ("essenziali" per chi vende il debito) che abbiamo trovato a bizzeffe nei negozi, mentre dei foglietti informativi nemmeno l'ombra (10 su quasi 300 offerte ricevute).

Nuove regole dal 2011
Speriamo che la nuova legge sul credito al consumo costringa le finanziarie a una maggiore trasparenza sia sui costi (il Taeg) sia sull'informativa precontrattuale. Così dovrebbe essere sulla carta, ma il condizionale è d'obbligo. La legge entrerà in vigore nel 2011, staremo a vedere.


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