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Salva-banche: chiusi i termini per i rimborsi

04 gennaio 2017
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04 gennaio 2017
Il 3 gennaio 2017 sono stati chiusi i termini per i rimborsi forfetari agli obbligazionisti subordinati che avevano salvato con i propri risparmi Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti.

Cosa è stato fatto

Il decreto legge firmato il 3 maggio 2016 ha previsto un rimborso forfetario dell’80% per i possessori di obbligazioni subordinate delle quattro banche liquidate a fine 2015: Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio di Chieti. Gli obbligazionisti erano stati chiamati (insieme agli azionisti) a coprire in prima persona i buchi degli istituti, perdendo tutto. I termini per richiedere i rimborsi si sono chiusi il 3 gennaio 2017. Ma per avere diritto al rimborso bisognava rispettare delle condizioni molto stringenti.

  • Acquisto entro il 12 giugno 2014 e possesso dei titoli al momento della risoluzione delle 4 banche.
  • Patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore ai 100.000 euro OPPURE reddito Irpef nell’anno 2014 inferiore ai 35.000 euro.

Come si vede si tratta di condizioni molto stringenti. Per questo, gli azionisti e molti possessori di obbligazioni subordinate non hanno avuto diritto al rimborso. Per loro una possibilità potrebbe essere l’Arbitro finanziario operativo dal 9 gennaio 2017.

Per saperne di più

Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti sono tra le prime banche salvate grazie al cosiddetto "bailin". Ma di cosa si tratta esattamente? Ne parliamo più nel dettaglio della sezione dedicata.


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