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Rimborsi per il salva-banche: è arrivata la procedura arbitrale

20 luglio 2017
salva-banche

È finalmente arrivato il modulo per l’accesso alla procedura arbitrale per gli investitori delle di Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti. Vediamo insieme la procedura per richiederli e quali documenti allegare.

Cos'è il bailin?

Si chiama “bail-in” ovvero “auto salvataggio” ed è la novità che più preoccupa risparmiatori e investitori dopo l'approvazione da parte del Governo delle nuove regole per prevenire e gestire le crisi bancarie in vigore dal 1° gennaio 2016, soprattutto dopo che Banca delle Marche, Carichieti, Carife e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio sono state salvate dal fallimento proprio grazie a uno schema che richiama le regole di questa normativa. Ma come funziona? Fino a ora le perdite delle banche sono state coperte dall’intervento di altre banche o da soldi pubblici. In questa operazione, invece, per ridurre una parte delle perdite di questi quattro istituti di credito che versavano  in cattive acque, il Governo ha azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate: azionisti e obbligazionisti “subordinati” hanno coperto in prima persona parte delle perdite della banca.

Risparmiatori toccati, ma non tutti allo stesso modo

Di fatto il bail-in incide sui risparmiatori, ma secondo una gerarchia ben precisa: il principio è che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le perdite. Si inizia con la categoria di investitori più rischiosa e solo dopo averla esaurita si passa alla successiva. Quindi l’ordine di chi andrà a pagare sarà: 

  1. azionisti della banca; 
  2. detentori di altri titoli di capitale della banca; 
  3. possessori di obbligazioni subordinate della banca; 
  4. obbligazionisti “senior” della banca; 
  5. depositanti con depositi superiori a 100.000 euro; 
  6. fondo di risoluzione. 

Nonostante quindi il bail-in lo preveda, nel salvataggio di queste quattro banche obbligazionisti “senior” e correntisti sopra i 100.000 euro sono stati “risparmiati”. Ma a spese di chi? Le perdite non coperte da azionisti e obbligazionisti subordinati sono state coperte dal Fondo di risoluzione (ovvero ancora una volta soldi pubblici).

Cosa non può toccare il bail-in

Innanzitutto va detto che azionisti e creditori non devono subire perdite maggiori di quelle che sopporterebbero con la liquidazione. Inoltre, non possono essere toccate dal bail-in le seguenti passività della banca:

  • i depositi protetti dal fondo di garanzia dunque quelli di valore fino a 100.000 euro per depositante;
  • le passività garantite;
  • il contenuto delle cassette di sicurezza e i titoli presenti in un conto apposito;
  • i debiti verso dipendenti.

Per riassumere, i soldi su conto corrente e conto deposito sono tutelati dal fondo fino a 100.000 euro per depositante. In caso di grave difficoltà della banca, potresti rimetterci la parte eccedente, ma solo se l’annullamento del valore di azioni, obbligazioni subordinate e obbligazioni della banca non basta a coprire i buchi. Non ti saranno toccati, invece, perché di tua proprietà, investimenti in azioni e obbligazioni di società diverse dalla tua banca e inserite nel deposito titoli.

Banche buone e banche cattive

Nel “salvataggio” delle 4 banche, sono state inoltre separate le attività buone delle banche da quelle cattive. La banca buona ha tutte le attività esclusi i prestiti in sofferenza che rimangono dopo la copertura di azioni e obbligazioni subordinate e che sono stati devoluti ad una bad bank che non è una banca nel vero senso del termine visto che non ha licenza bancaria; si occuperà di recuperare i crediti o li venderà a società di recupero crediti. E resterà in piedi fino al recupero di tutte le perdite.

Le banche buone hanno cambiato nome: Nuova Banca delle Marche, Nuova Carife, Nuova Carichieti e nuova Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Nel loro attivo ci sono conti correnti, depositi e obbligazioni ordinarie. La loro attività bancaria verso correntisti e clienti in genere continua con la nuova denominazione. Dicono che le nuove banche siano solide. Prima di consigliarti uno dei loro prodotti vogliamo tuttavia vederci chiaro e leggere i conti nel dettaglio.