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Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: per riavere i soldi ora si può chiedere un’insinuazione al passivo

09 marzo 2018
banca vicenza

09 marzo 2018

Chi vanta un credito nei confronti delle due banche fallite (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza) può ancora avere una possibilità di riavere i propri soldi: ovvero fare domanda di insinuazione al passivo entro il 23 aprile 2018.

Veneto Banca Popolare di Vicenza sono di fatto fallite. Banca Intesa ne ha rilevato le attività: ma non tutte. Non vuole infatti la parte “marcia” delle due banche venete e ottiene ben 5 miliardi “pronta cassa” dallo Stato per rilevare la parte sana. Ma a chi andranno debiti e insolvenze? La parte più gravosa del conto la paga lo Stato e quindi, ancora una volta, tutti i contribuenti italiani. Se la parte "sana" se la incorpora Banca Intesa, la parte "marcia" confluirà in una "bad bank" di proprietà del ministero del Tesoro, per sanare la quale potrebbero servire altri 12 miliardi di soldi pubblici.

Chi vanta un credito verso le due banche, un’obbligazionista o un cliente che abbia subìto un danno dalla banca per cui può ottenere un risarcimento (ad esempio un risarcimento per la vendita di azioni rischiose senza profilatura Mifid o vendute obbligatoriamente in abbinamento ad un finanziamento) può chiedere un’insinuazione al passivo. In pratica, è una domanda da inviare ai commissari liquidatori che si stanno occupando della procedura fallimentare delle banche con la quale si chiede di essere inseriti nell’elenco dei creditori per ottenere il rimborso. Il termine ultimo per l’insinuazione al passivo è il 23 aprile 2018.

Come presentare la richiesta

Se sei creditore puoi presentare la richiesta di ammissione al passivo, corredata di documenti giustificativi (ad esempio i reclami che hai inviato alle banche usando anche i nostri modelli di lettera), da inviare ai seguenti indirizzi:

  • Veneto banca

via pec a venetobancaspa.inliquidazioneca@cert.venetobanca.it

con raccomandata a/r a Veneto Banca in Lca Via Feltrina Sud n. 250 31044 Montebelluna (TV)

  • Banca Popolare di Vicenza

via pec a lcabancapopolarevicenza@pecliquidazioni.it

con raccomandata a/r a Banca Popolare di Vicenza Spa in Lca, Segreteria generale via BGT. Framarin 18, 36100 Vicenza

Cosa succede a clienti e investitori?

  • Correntisti. Se hai un conto corrente in Banca Popolare di Vicenza o in Veneto Banca, di fatto sei diventato cliente di Intesa Sanpaolo. Gli sportelli delle due banche sono rimasti aperti, ma ora hanno un nuovo “padrone”. Sostanzialmente, su questo fronte non rischi nulla. Quanto alle condizioni economiche, per ora non cambiano, ma è probabile che col tempo Intesa adatti le condizioni dei conti correnti acquisiti ai propri (ovviamente serve una comunicazione della banca che deve essere inviata con almeno due mesi di anticipo). Ti consigliamo di guardarti comunque intorno: ci sono banche che offrono conti correnti più vantaggiosi.
  • Mutui. Discorso analogo se hai un mutuo. Se finora hai pagato regolarmente (e non rientri quindi nella categoria dei crediti “marci”), il tuo contratto rimane in essere, ma ora pagherai a Intesa Sanpaolo anziché alle due venete. Anche in questo caso, se la cosa non ti sta bene, puoi chiedere una surroga ovvero "trasferire" il tuo mutuo su un'altra banca che magari ti offre condizioni più favorevoli o una rata più bassa. Ricordati che se trasferisci il mutuo non sei obbligato a chiudere il tuo conto corrente nella banca. Puoi usare il nostro calcoltore mutui per mettere a confronto le varie offerte.
  • Obbligazioni subordinate. È scaduto il 30 settembre 2017 il termine per chiedere il rimborso forfetario al Fondo di solidarietà. Ricordiamo che il rimborso poteva essere richiesto da chi avesse acquistato dei bond da una delle due banche entro il 12 giugno 2014, con un reddito lordo 2014 inferiore ai 35.000 euro o patrimonio a fine 2015 inferiore a 100.000 euro.
  • Azionisti. Qui la strada è ancora più ardua e purtroppo le notizie non sono buone perché l’arbitro per le controversie finanziarie ha stabilito uno stop ai ricorsi. Dato che lo scorso 19 luglio le due banche, in seguito a un provvedimento della Banca centrale europea, hanno perso l’autorizzazione a esercitare l’attività bancaria, l’arbitro ha stabilito che da quella data in poi non sussistono più i requisiti per “obbligare” le due società ad aderire al sistema di risoluzione delle controversie (gli arbitrati). In pratica significa che i ricorsi presentati fino al 18 luglio, e ancora pendenti, continueranno a essere esaminati, ma quelli presentati dal 19 luglio in poi saranno “automaticamente” dichiarati inammissibili. Per loro resta la possibilità di insinuazione al passivo.

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