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Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: in arrivo il rimborso forfettario

21 luglio 2017
banca vicenza

21 luglio 2017

Per gli obbligazionisti subordinati Veneto Banca e Popolare di Vicenza ci sono buone notizie: è in arrivo il rimborso forfettario, ma non è ancora disponibile il modulo per poterlo richiedere. Per gli azionisti, invece, la situazione è ancora difficile. Ecco cosa sta succedendo.

Buone notizie per gli obbligazionisti subordinati Veneto Banca e Popolare di Vicenza: puoi richiedere il rimborso forfettario entro il 30 settembre 2017. Peccato che, nonostante i tempi stretti, il modulo non sia ancora disponibile. Per gli azionisti, invece, la strada da percorrere è ancora in salita. 

L'intervento di Banca Intesa

Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono di fatto fallite. La notizia, arrivata il mese scorso, è che Banca Intesa ne rileverà le attività: ma non tutte. Non vuole infatti la parte “marcia” delle due banche venete e ottiene ben 5 miliardi “pronta cassa” dallo Stato per rilevare la parte sana. Ma a chi andranno debiti e insolvenze? La parte più gravosa del conto la paga lo Stato e quindi, ancora una volta, tutti i contribuenti italiani. Se la parte "sana" se la incorpora Banca Intesa, la parte "marcia" confluirà in una "bad bank" di proprietà del ministero del Tesoro, per sanare la quale potrebbero serivire altri 12 miliardi di soldi pubblici.

Cosa succede a clienti e investitori? Vediamo punto per punto

  • Correntisti. Se hai un conto corrente in Banca Popolare di Vicenza o in Veneto Banca, di fatto sei diventato cliente di Intesa Sanpaolo: gli sportelli delle due banche sono rimasti aperti, ma ora hanno un nuovo “padrone”. Sostanzialmente, su questo fronte non rischi nulla. Quanto alle condizioni economiche, per ora non cambiano, ma è probabile che col tempo Intesa adatti le condizioni dei conti correnti acquisiti ai propri (ovviamente serve una comunicazione della banca che deve essere inviata con almeno due mesi di anticipo). Ti consigliamo di guardarti comunque intorno; ci sono banche che offrono conti correnti più vantaggiosi: trovale usando il nostro calcolatore online dei conti correnti.
  • Mutui. Discorso analogo se hai un mutuo: se finora hai pagato regolarmente (e non rientri quindi nella categoria dei crediti “marci”), il tuo contratto rimane in essere, ma ora pagherai a Intesa Sanpaolo anziché alle due venete. Anche in questo caso, se la cosa non ti sta bene, puoi chiedere una surroga ovvero "trasferire" il tuo mutuo su un'altra banca che managri ti offre condizioni più favorevoli o una rata più bassa. Ricordati che se trasferisci il mutuo non sei obbligato a chiudere il tuo conto corrente nella banca. Puoi usare il nostro calcoltore mutui per mettere a confronto le varie offerte.
  • Obbligazioni ordinarie. Salvo sorprese dell’ultimo momento, dovresti averla scampata anche se hai obbligazioni ordinarie: ma non rischiare ulteriormente, stai giocando con il fuoco. Intesa ha subordinato il suo intervento anche al fatto che i decreti del weekend siano convertiti in legge: se ancora non ti sei liberato di questi bond, fallo il prima possibile.
  • Obbligazioni subordinate. Se rispetti i requisiti stabiliti per le 4 banche fallite nel 2015 (acquisto dei bond da una delle due banche entro il 12 giugno 2014, reddito lordo 2014 inferiore ai 35.000 euro o patrimonio a fine 2015 inferiore a 100.000 euro), puoi ricorrere al rimborso forfettario. Purtroppo i moduli per presentare la richiesta non sono ancora disponibili, ma non farti distrarre dalle vacanze e tieni d’occhio il sito del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi perché i tempi sono stretti: devi presentare la richiesta entro il 30 settembre 2017. Se non rispetti i requisiti, devi aspettare l’arbitrato: tieni a portata di mano tutta la documentazione, ma per ora non puoi fare nulla finchè non arrivano le istruzioni.
  • Azionisti. Qui la strada è ancora più ardua. Puoi continuare a presentare reclamo alle due banche, come primo passo, per poi ricorrere all’arbitro per le controversie finanziarie. È vero che ora le due banche sono ufficialmente in liquidazione, il che farebbe decadere i procedimenti aperti contro di loro, ma l’arbitro stesso ha dichiarato che conviene comunque procedere su questa strada: la pronuncia dell’arbitro vale come prova del proprio credito. Poi resta, purtroppo, il problema più grosso: ora che le due banche, di fatto, non ci sono più, chi paga? Forte del giudizio dell’arbitro, o in attesa di ottenerlo, presenta entro il 24 agosto, l’istanza di insinuazione al passivo (devi inviare una raccomandata, allegando tutti i documenti, ai commissari liquidatori della banca). Ma non vogliamo illuderti: nello “spolpare” quel poco che resta delle banche fallite gli azionisti vengono per ultimi. La vera speranza è che lo Stato, “proprietario” della “parte marcia” delle due banche, si attivi anche per loro. Per ora tutto è fermo, anche per via delle discussioni sulla conversione del decreto legge che ha portato Intesa ad acquisire la “parte buona” delle due banche venete. Ma una volta che il decreto sarà definitivamente convertito in legge, non è escluso che possa aprirsi qualche spiraglio.

Se le azioni te le ha consigliate la tua banca come investimento puoi usare questa lettera di reclamo (scegli quella preimpostata con la tua banca:

 

Scarica la lettera di reclamo (clienti Banca Popolare di Vicenza)

Scarica la lettera di reclamo (clienti Veneto Banca)

 

Se invece le azioni te le ha proposte la banca per poter accedere ad altri servizi a condizioni agevolate (es. mutuo, prestito, conto corrente, carta di credito ecc...), allora puoi usare uno di questi due modelli:

 

Scarica la lettera di reclamo (clienti Banca Popolare di Vicenza)

Scarica la lettera di reclamo (clienti Veneto Banca)


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