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Chat&Cash di Banco Popolare: app sicura, ma poco diffusa

14 ottobre 2015

14 ottobre 2015

È un'app per trasferire denaro semplicemente scambiandosi messaggi o chattando: gratis, non richiede un conto bancario o una carta associata, si attiva facilmente ed è aperta a tutti. Abbiamo visto che è sicura, anche se è ancora poco diffusa. Attenzione, però, se perdi il cellulare bloccalo da remoto.

Banco Popolare sta pubblicizzando un nuovo sistema di pagamento con lo smartphone basato sul "peer to peer" ossia sul trasferimento di denaro tramite app tra utenti registrati, che accede alla rubrica del telefono. Anche il trasferimento di denaro diventa "social" semplicemente scambiandosi messaggi o chattando. Pur non essendo una novità assoluta Chat&Cash, app lanciata in questi giorni da Banco Popolare, è gratis, non richiede un conto bancario o una carta associata, si attiva facilmente ed è aperta a tutti.

Come funziona

La app - scaricabile da IOS e da Android - è gratuita il primo anno per poi avere un canone annuo di 1 euro. Ad ogni utente registrato con il numero di telefono cellulare è associato un conto di moneta elettronica dotato di codice Iban. Per ogni messaggio si possono inviare fino a 60 euro con un tetto massimo di 120 euro al giorno.

Come si ricarica l’App?

Si può caricare Chat&Cash con bonifico bancario - anche da parte di terzi - usando il codice Iban che è associato al proprio profilo Chat&Cash oppure è possibile utilizzare una carta Mastercard, Visa Electron o Visa all’interno della App per cui però si paga una commissione pari all’1% del valore caricato col minimo di 1 euro. I soldi che vengono caricati sul proprio profilo, oltre che essere usati per altri pagamenti via chat o per aumentare il proprio credito telefonico prepagato, possono essere rimborsati in contanti presso le filiali del Banco Popolare oppure trasferiti via bonifico -  con una commissione di 0,5 euro - su una prepagata o un conto corrente. Se invece si è clienti Banco Popolare, è possibile ricaricare da internet banking oppure con carta prepagata ricaricabile. Essendo un servizio di pagamento, in caso di contestazioni o problemi, l’iter da seguire è un reclamo scritto a Banco Popolare che deve rispondere entro 30 giorni dal ricevimento. In caso non arrivasse risposta o ne arrivasse una non soddisfacente, si può fare ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Chat&Cash è sicuro?

Le nuove forme di pagamento che utilizzano lo smartphone e che si stanno diffondendo sul mercato sono molto interessanti perché offrono l’opportunità di poter fare pagamenti di piccolo importo senza contanti e in maniera rapida. L’unico neo è che sono scarsamente diffuse e, di conseguenza, utilizzate da un esiguo numero di persone, una barriera che però a breve sarà superata: basti pensare a quanto oggi sia diffuso Paypal per i pagamenti on line. Ma il tema fondamentale per queste nuove modalità di pagamento è quello della sicurezza: secondo una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano in tema di pagamenti tramite smartphone, il consumatore è molto più attento al suo cellulare che ad altri documenti o, per meglio dire, tiene maggiormente sotto controllo il suo smartphone, praticamente quasi sempre nelle sue mani. La ricerca sottolinea infatti che il tempo medio che si impiega per accorgersi di uno smarrimento sia rispettivamente di 15 minuti per il telefono e di 2 ore per il portafogli: ciò riduce notevolmente il rischio di essere vittime di acquisti fraudolenti.

E se ti rubano il cellulare?

Se utilizzi il cellulare per accedere al conto corrente, conto di pagamento o alla carta di credito o prepagata per fare un pagamento, è per legge a tutti gli effetti uno strumento di pagamento e dunque in caso di utilizzo fraudolento da parte di un terzo, in caso di furto o smarrimento la responsabilità del titolare è di massimo 150 euro prima del blocco e nessuna dopo il blocco. Se hai perso o ti hanno rubato il cellulare, puoi accedere da computer alle apposite applicazioni messe a disposizione da Android e Apple e bloccare immediatamente il telefono e le possibilità di accesso ai pagamenti da smartphone. E poi bloccare il servizio con una comunicazione all’istituto di pagamento.


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