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La banca aumenta le spese? Ci vuole un "giustificato motivo"

27 marzo 2014

27 marzo 2014

Alcune banche giustificano nuove commissioni sui conti correnti con l’arrivo del sistema Sepa, il nuovo sistema di pagamenti europeo. Non è vero. La banca può variare sì le commissioni, ma deve seguire la corretta procedura e fornire un “giustificato motivo”. In questo caso, puoi contestare la decisone.

Ci sono arrivate segnalazioni e richieste di chiarimenti da parte di correntisti che si sono visti addebitare una nuova commissione per il pagamento di bollette e fatture con addebito sul proprio conto.

Per prima cosa è bene ricordare che nulla ti vieta di prendere in considerazione la possibilità di cambiare conto corrente. Puoi fare una verifica delle condizioni del tuo conto usando il nostro servizio on line, oppure puoi scoprire se ce n’è un altro più conveniente in base alle tue necessità e alle tue abitudini di utilizzo. Potrebbe essere l’occasione giusta per cambiare conto e banca e così risparmiare in spese e commissioni.


Trova il conto corrente più conveniente


Detto questo, ciò che però ci lascia perplessi sono le motivazioni che queste banche hanno dato ai loro clienti: la colpa, secondo alcuni istituti, sarebbe dell’arrivo del Sepa, il sistema unico di pagamento europeo per bonifici e addebiti diretti, entrato in vigore lo scorso 1 febbraio.

Il Sepa non c’entra

Chiariamo subito che non c’è nessuna disposizione della Comunità europea che obbliga le banche a far pagare una commissione per gli addebiti diretti Sepa. Anzi l’introduzione Sepa dovrebbe rendere più efficienti i sistemi di pagamento e dunque rendere addirittura meno costosa per la banca l’esecuzione delle operazioni.

Detto questo, bisogna ricordare che ogni banca ha la facoltà di applicare variazioni in qualsiasi momento alle condizioni di un conto corrente. Tuttavia qualsiasi variazione unilaterale (ovvero senza un accordo con il cliente) delle condizioni è valida solo se la banca ha seguito una ben determinata procedura (quella prevista dall’articolo 118 del TUB): la banca ti deve inviare una comunicazione on line o cartacea personale con un preavviso di almeno 60 giorni rispetto alla variazione; a questo punto devi avere la possibilità di chiudere il conto senza spese e alle vecchie condizioni. Se la banca non ha seguito questa procedura la variazione non è valida e quindi puoi contestarla.

Contestare una variazione

Puoi fare una contestazione anche se manca il “giustificato motivo” per l’introduzione della nuova commissione. Di certo affermare che la nuova spesa è dovuta al Sepa, ovvero a una nuova disposizione di legge che ha lo scopo di rendere più efficienti e quindi meno costosi i pagamenti, non può essere considerato un “giustificato motivo”. Ti consigliamo dunque di verificare le comunicazioni che hai ricevuto dalla banca negli ultimi mesi. In caso di evidenti comportamenti scorretti (mancanza del preavviso di 60 giorni o di un giustificato motivo per la variazione) può fare un reclamo alla banca stessa che deve rispondere entro 30 giorni: se non lo fa o arriva una risposta negativa puoi fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario.

Ricordati che se hai bisogno di aiuto e vuoi chiarimenti su come procedere per far valere i tuoi diritti puoi sempre contattare la nostra consulenza giuridica al numero 02 6961 550.


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