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Conti correnti il doppio gioco delle banche

01 gennaio 2009

01 gennaio 2009

Due pesi e due misure per gli interessi sul conto corrente.
I soldi depositati in banca rendono pochissimo (in media lo 0,618%), ma se il nostro conto va in rosso siamo costretti a pagare interessi da capogiro (in media il 13,64% a cui si aggiunge la commissione di massimo scoperto che può arrivare anche a 110 euro a trimestre più le eventuali penali). Allo stesso modo, se la Banca centrale europea diminuisce i tassi, i nostri istituti di credito ci abbassano quello attivo, ma non toccano quello passivo.

I vostri diritti con la banca
Non fate passare questo comportamento scorretto, la legge è dalla vostra parte: potete (e dovete) pretendere che sia ridotto anche il tasso passivo che vi applica. Occhio a ogni comunicazione che ricevete dalla banca, perché le condizioni di conto cambiano e, se peggiorano molto, è il caso di attivare la concorrenza e cambiare operatore. Potete consultare la nostra banca dati sui conti correnti per scegliere quello più conveniente.

Ancora tempi lunghi per cambiare istituto di credito
Non ci sono più costi di chiusura del conto o di trasferimento titoli. È la buona notizia che è emersa dalla nostra inchiesta in 21 banche. Purtroppo, però, i tempi di chiusura del conto sono ancora troppo lunghi: solo nel migliore dei casi sono necessari 6 giorni, per i conti più complessi si arriva in media anche a 17 giorni.

Poca trasparenza allo sportello
Siamo andati agli sportelli di 122 banche di cinque città (Bari, Bologna, Milano, Torino, Napoli e Roma) per verificare il livello di trasparenza nei confronti dei nuovi potenziali clienti: solo un'agenzia su quattro consegna i foglietti informativi che, per legge, dovrebbero essere a disposizione del pubblico.

Online si risparmia
I conti online sono sicuri? È questo il dubbio che tiene lontani milioni di italiani da questi conti che, per il resto, danno la polvere a quelli tradizionali: in genere sono più convenienti (le spese non ci sono o sono ridotte al minimo), più remunerativi (spesso offrono tassi paragonabili a quelli degli investimenti meno rischiosi) e più trasparenti (sul sito si trovano le informazioni su costi e spese). Abbiamo verificato i metodi adottati da 19 siti delle maggiori banche italiane per rendere sicure le operazioni dispositive effettuate online (bonifici, Rid...). Sono molto validi i meccanismi che si basano sulle password dinamiche: una sorta di "chiavetta" (token) che produce codici "usa e getta" da utilizzare per ogni operazione. Codici che cambiano nel giro di poche decine di secondi, quindi, non catturabili per impedire ai malintenzionati di entrare nel conto online. Per ora, solo sette siti tra quelli testati hanno una password dinamica.


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