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Conti correnti: nessun rischio anatocismo

28 luglio 2014
Conti correnti: nessun rischio anatocismo

28 luglio 2014

Nessun rischio di anatocismo sui conti correnti bancari. Nel suo cammino verso la conversione in legge, il Dl competitività è stato modificato in Senato: eliminato l’articolo che aveva reintrodotto la produzione di interessi su interessi nel Testo unico bancario. Il calcolo degli interessi attivi e passivi (sul rosso) avrà la stessa periodicità (presumibilmente trimestrale).

Nessun rischio di anatocismo sui conti correnti. il dl competitività è stato infatti modificato in Senato con l'eliminazione proprio dell'articolo che tanto ci aveva spaventati. Si prospettava infatti la reintroduzione della produzione di interessi su interessi nel Testo unico bancario. Una novità mai entrata in vigore visto che sarebbe stata applicata in automatico solo ai nuovi conti aperti dal 25 agosto 2014.

Finora la periodicità di calcolo degli interessi attivi e passivi era (soprattutto per i conti in rosso) sempre trimestrale. E questo comportava che le spese e le commissioni da pagare per il rosso di conto corrente venissero capitalizzate e dunque su di esse si potevano pagare ulteriori interessi nel corso dell’anno. Tale rimarrà e, come affermato esplicitamente, gli interessi non potranno produrre interessi ulteriori, che saranno invece calcolati unicamente sulla parte capitale.

 

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Ritorno al passato

Si è quindi tornati al passato, ovvero alla formulazione dell’articolo 120 del Tub così come modificato ad inizio 2014 dalla legge di stabilità. Si torna alla norma che prevede che il conteggio degli interessi attivi e passivi avvenga con la stessa periodicità (di solito trimestrale) e che afferma esplicitamente che gli interessi non possono produrre interessi ulteriori che saranno calcolati unicamente sulla parte capitale.
Però viene anche a decadere una novità positiva che era quella del conteggio e della produzione annuale degli interessi. Questo avrebbe fatto sì, ad esempio, che in un conto in rosso le spese aggiuntive agli interessi sarebbero state calcolate una sola volta nell’anno, senza pericolo di una loro ulteriore capitalizzazione. Ora invece si dovrà sostenere che anche queste spese sono assimilabili ad interessi e dunque non possono essere capitalizzate.

 


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