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Decreto anticrisi novita positive per mutui e conti correnti

04 febbraio 2009

04 febbraio 2009

Sanzioni per le banche che non applicano la portabilità dei mutui ed eliminazione dell'iniqua commissione di massimo scoperto.

Queste le misure positive per i consumatori previste nel pacchetto anticrisi che dopo quello della Camera ha ottenuto il via libera definitivo del Senato. Ma non è tutto rose e fiori. Rimane la disposizione del tutto inutile del tetto del 4% per i mutui a tasso variabile e sul fronte bonus famiglia, resta il problema di interpretazione della legge che penalizza le famiglie con all'interno un componente disabile.

Mutui: sanzioni per le banche che non applicano la portabilità
Per i mutui il decreto ha previsto sanzioni pecuniarie per le banche che non applicano la legge sulla portabilità facendo pagare la surrogazione dell'ipoteca che dovrebbe essere a costo zero per il mutuatario (la legge si applica alle banche inadempienti dal primo gennaio 2009). Un costo che limita la concorrenza e impedisce di trasferire il mutuo a un istituto di credito che offre condizioni migliori. Non solo. Con le sanzioni sarà alimentato il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa (previsto dalla Finanziaria per il 2008, sarà istituito entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi). Le sanzioni saranno decise dalla Banca d'Italia e le banche potranno fare ricorso alla Corte d'appello di Roma.

Un giro di vite su un comportamento scorretto reiterato dalle banche già multate nell'agosto scorso dall'Antitrust (10 milioni di euro) proprio per la mancata applicazione della surroga. La legge quindi va in una precisa direzione di tutela degli interessi dei consumatori da un sistema bancario che ostacola la concorrenza. Un orientamento di cui dovrebbe tenere conto il Tar a cui hanno fatto ricorso le banche che contestano le sanzioni dell'Antitrust. Il 28 gennaio prossimo, data in cui è prevista la decisione del Tribunale amministrativo, ci sarà anche Altroconsumo ad appoggiare l'Autorità per la concorrenza a difesa dei mutuatari che hanno subito il comportamento illecito delle banche. Ci auguriamo che le sanzioni siano confermate.

Conti correnti: eliminata l'iniqua commissione di massimo scoperto
Un altro balzello ingiustificato e iniquo è messo al bando dal nuovo decreto anticrisi: ai correntisti che vanno in rosso per meno di 30 giorni la banca non potrà più far pagare la commissione di massimo scoperto, lo stesso discorso vale anche per periodi superiori ai 30 giorni se non è stato concordato un fido con la banca. Nei contratti di conto corrente non potranno più essere inserite clausole che prevedano una remunerazione per la banca che mette a disposizione fondi indipendentemente dall'utilizzo della somma stessa oppure senza che il costo sia legato alla durata dell'uso.

Più trasparenza sul rosso: il cliente deve ricevere un rendiconto con cadenza massima annuale con l'indicazione dell'utilizzo avvenuto nel periodo.

I tassi debitori e le remunerazioni applicate sono ovviamente sottoposte alle disposizioni riguardanti i tassi usurari. E questa è una novità visto che finora solo i tassi debitori erano rilevati dalla Banca d'Italia per la definizione del tasso usurario.

Attenzione, queste disposizioni valgono anche per i contratti già esistenti all'entrata in vigore della legge: le banche avranno 150 giorni per adeguarli a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Un tempo eccessivo. Quindi, se se la banca tentenna è il caso di cambiare conto corrente.

Questa disposizione del decreto anticrisi dovrebbe ridurre un po' la forbice tra remunerazione sulle giacenze in conto e costo del rosso dei conti correnti. La nostra inchiesta ("Non passate col rosso", pubblicata su Soldi e Diritti di gennaio 09), che ha scandagliato 44 conti correnti, ha evidenziato come la media dei tassi di interesse applicati sia appena sopra lo zero (0,68%) mentre lo scoperto di conto corrente si paga salato: in media il 13,64% a cui bisogna aggiungere la salatissima commissione di massimo scoperto (in media lo 0,9%) e le penali per l'utilizzo che arrivano anche a 110 euro a trimestre. La differenza tra i tassi attivi e passivi è in media di ben 12,23% (potete consultare la tabella con tabella con Tassi attivi e passivi e le commissioni di massimo scoperto dei conti delle maggiori banche italiane ).
Se il conto va in rosso più volte nell'anno la commissione di massimo scoperto e le eventuali penali potrebbero essere applicate più volte perché la liquidazione dei conti in rosso è trimestrale.

Bonus famiglie
Con la circolare n. 2, l'Agenzia delle entrate ha finalmente chiarito unao degli aspetti più controversi, quello relativo alla concessione del bonus in presenza di portatori di handicap all'interno del nucleo familiare. L'altra variazione riguarda la proroga dei termini per presentare la richiesta di bonus. La modifica si è resa ovviamente necessaria a causa del protrarsi dell'iter di conversione del Decreto.

Riduzione delle tariffe
L'articolo 3 che, in prima stesura, prevedeva fino al 31 dicembre 2009 il blocco dell'emissione, da parte di organi dello Stato, di atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe, ad esclusione di quelli relativi al servizio idrico, è stato riscritto ampliando le esclusioni. In pratica il blocco degli incrementi tariffari non vale per il servizio idrico, ma anche per i settori dell'energia elettrica e del gas.

Acquisto di latte artificiale e pannolini
L'articolo 19 comma 18, nella nuova stesura prevede che ai soggetti destinatari della social card, come individuati con la L 133/08 viene riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per l'acquisto di latte artificiale e pannolini per bambini di età inferiore ai 3 mesi. L'attuazione è demandata da un decreto interministeriale da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del Decreto.

Alla luce dei gravi problemi che sono stati resi noti in questi giorni, circa la diffusione della social card e i limiti di utilizzo, ci chiediamo come questo ulteriore provvedimento possa trovare applicazione.

Bonus energia
La prima stesura del decreto anti crisi aveva sollevato un coro di voci indignate tra operatori del settore, consumatori/contribuenti e eco-sostenitori per la sostanziale eliminazione delle agevolazioni previste per le ristrutturazioni con risparmio energetico e per la retroattività del provvedimento stesso.

La nuova stesura ha tenuto conto delle critiche sollevate ma non elimina del tutto i problemi che ha creato. Infatti, la retroattività è sparita quindi sono salvi coloro che hanno sostenuto le spese nel 2008, possono detrarle con le modalità "vecchie" in 3 o 10 anni, ma per chi vuole sostenere le spese da quest'anno la rateazione è obbligatoria su 5 anni.

Ma il vero problema è che nella legge di conversione si parla di una generica comunicazione che i contribuenti che vogliono utilizzare queste agevolazioni, devono inviare all'Agenzia delle Entrate. I termini e le modalità di comunicazione verranno decise ancora una volta dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate tramite provvedimento da emanare entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto. A questo punto quindi tutto è nelle mani del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, possiamo solo sperare che non richieda con il proprio provvedimento una comunicazione all'Agenzia che preveda la risposta di quest'ultima per beneficiare delle detrazioni.

Unica notizia positiva di questo articolo è che un nuovo decreto da emanare entro 30 giorni dalla conversione di quello anti crisi dovrebbe semplificare le procedure per i contribuenti che decidono di installare un impianto fotovoltaico.


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