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Investimenti: cosa consigliano le banche

01 novembre 2010
Investimenti: cosa consigliano le banche

01 novembre 2010

Parmalat, Cirio, Lehman Brothers… Ti fidi ancora dei consigli di investimento della banca? Fai male. Guarda cosa è successo alla nostra inviata con telecamera nascosta. E leggi la nostra inchiesta in 80 banche di Milano, Roma e Torino: ti rifilano i prodotti più redditizi per le loro casse.

La nostra inchiesta
I consulenti che abbiamo incontrato nei panni di risparmiatori in cerca di investimento in media ci hanno dedicato appena 20 minuti e nel 70% dei casi ci hanno dato un consiglio non adeguato al nostro profilo di risparmiatore. Del resto, perché un prodotto di investimento risulti adeguato per il cliente, il consulente dovrebbe fargli le domande necessarie a capire chi si trova di fronte, quali sono le sue esigenze e qual è il suo livello di conoscenza dei prodotti finanziari. Come prescrive la normativa Mifid in vigore da ben tre anni. Peccato che in sette casi su dieci il consiglio ci è stato dato alla cieca: dalla bocca del consulente non è uscita alcuna domanda.

Risparmiatori allo sbaraglio
Mifid ignorata non solo per quanto riguarda la valutazione dell'adeguatezza e dell'appropriatezza del prodotto proposto alle esigenze del cliente, ma anche nella parte in cui prevede che i consulenti diano informazioni chiare, corrette e non fuorvianti sugli investimenti proposti. Infatti, il 79% non ci ha consegnato alcuna documentazione: nemmeno l'ombra di prospetti informativi, che sono invece essenziali per descrivere i prodotti a persone non esperte, soprattutto quando l'offerta riguarda prodotti strutturati e complessi. Siamo quasi sempre tornati a casa con un foglio su cui il consulente ha scarabocchiato le caratteristiche del prodotto o con depliant pubblicitari che lo esaltano.

Tutta colpa del conflitto di interessi
La politica commerciale delle banche impone ai consulenti di raggiungere un obiettivo di budget vendendo i prodotti della casa o quelli che garantiscono più commissioni senza, quindi, tener conto dell'interesse del cliente. La legge dice l'opposto: il consulente dovrebbe dare consigli disinteressati e adeguati al profilo del cliente. Quindi c'è un conflitto di interesse che non mette i consulenti nella condizione di fare il loro lavoro secondo la logica del servizio disinteressato al cliente.
Cosa fa la Consob? Le ispezioni ci sono state, ma non bastano. Adesso ci vogliono le sanzioni.

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