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Leducazione finanziaria le iniziative a livello internazionale

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Maurizio Trifilidis - Banca d'Italia

L'articolo affronta il tema dell'educazione finanziaria, analizzando le misure adottate dai vari paesi al riguardo per poi concentrarsi sul caso italiano, di cui vengono enfatizzati lo stato dell'arte e le prospettive future. A questo scopo, contestualizza l'importanza dell'educazione finanziaria nell'attuale stadio di sviluppo dei mercati finanziari e nei recenti cambiamenti demografici ed economici. Esistono fattori comuni a molti paesi, che consentono di individuare le linee guida per i futuri sforzi dei policymakers su questo tema.

Il tema dell'educazione finanziaria si sta affermando prepotentemente nelle agende dei policymaker, oltre ad essere oggetto di un vivace dibattito all'interno della società civile. La necessità che i risparmiatori effettuino scelte finanziarie sempre più consapevoli è accompagnata da una crescente opacità e complessità delle opzioni a loro disposizione.

Le misurazioni condotte in diversi paesi sul livello di competenza dei risparmiatori in materia di finanza personale, mostrano dati scoraggianti: la capacità di gestire il budget famigliare e le spese, la pianificazione per il futuro in termini di adesione a piani pensionistici, la conoscenza delle principali caratteristiche degli strumenti finanziari appaiono tutte a livelli molto bassi. Di queste difficoltà i risparmiatori sono peraltro poco consapevoli.

Per un corretto dispiegarsi delle relazioni contrattuali tra intermediario e cliente, invece, occorre che quest'ultimo sia correttamente informato e sappia gestire le informazioni a disposizione. Questo è uno degli obiettivi della financial education, i cui benefici non riguardano peraltro il singolo investitore: consumatori consapevoli incoraggiano pure gli intermediari a sviluppare nuovi prodotti e servizi, con la conseguente crescita di innovazione e il miglioramento della qualità e dell'efficienza.

I regolatori di tutto il mondo si sono mossi di conseguenza.

L'OCSE è l'organismo internazionale che finora ha dedicato maggior attenzione al tema dell'educazione finanziaria, sia autonomamente sia attraverso la promozione di un network di esperti a livello globale per definire le priorità in materia e agevolare la diffusione delle migliori pratiche.

Anche la Commissione europea, alla fine nel 2007, ha enucleato i principi base per la realizzazione di programmi di financial education. La comunità ha peraltro elaborato contenuti propri, attraverso la predisposizione del sito DOLCETA, in cui appaiono contenuti educativi ad ampio spettro.

I paesi più all'avanguardia sui temi dell'educazione finanziaria sono ad oggi gli Stati Uniti e il Regno Unito, ma molte iniziative sono state assunte anche nell'Europa continentale.

Negli ultimi anni anche in Italia sono state avviate, ad opera delle autorità di vigilanza, dell'industria bancaria e finanziaria e delle associazioni dei consumatori, alcune campagne di educazione sui temi dell'economia e delle finanze. Le autorità governative e di vigilanza mettono a disposizione sui loro siti materiale divulgativo sottoforma di informazioni di carattere generale o più specialistico.

Parallelamente a queste iniziative, la Banca d'Italia ha siglato, nel novembre del 2007, un Memorandum d'intesa con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (Miur) "per l'avvio di un progetto sperimentale di formazione in materia economica e finanziaria in alcune scuole". La Consob, invece, ha predisposto, anche sotto il patrocinio del Cesr, una guida per l'investitore che illustra, per ognuna delle fasi del processo d'investimento, diritti e obblighi della clientela e degli intermediari.


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