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Le trappole nelle scelte dinvestimento

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Paolo Legrenzi - IUAV di Venezia
Maria Grazia Favrin - Università Ca' Foscari di venezia

In Italia la fiducia nei confronti delle banche è più bassa che mai. In questo lavoro ci si chiede se a fronte di tale sfiducia la consulenza bancaria nella gestione dei propri risparmi sia una protezione dei risparmiatori, oppure benefici soprattutto le banche. Si dimostra che, a certe condizioni, la consulenza può avvantaggiare i risparmiatori. Infatti le persone, se lasciate sole, non sono per natura, cioè per i modi con cui funziona la mente umana, oculati custodi di quanto hanno messo da parte.

"Consumare" consulenza bancaria nella gestione dei propri risparmi può servire al risparmiatore, oppure soltanto alle banche a cui affidiamo i nostri risparmi? Se lasciati soli, non siamo per natura, cioè per i modi con cui funziona la mente umana, degli oculati custodi di quanto abbiamo messo da parte.

Il problema è rilevante in Italia perché mai la fiducia nei confronti delle banche, rispetto ad altre istituzioni, è stata così bassa come in questi ultimi tempi, almeno da quando si è incominciato a misurarla. Inoltre, il paese dispone di un cospicuo risparmio cumulato che va trattato come un "tesoretto" per il futuro. Per vari motivi l'attuale generazione non riesce spesso a risparmiare al ritmo di quelle passate. È noto che le famiglie italiane hanno avuto per lungo tempo un'elevata propensione al risparmio e un'altrettanto elevata avversione al debito. È pur vero che il debito totale delle famiglie e delle ditte individuali italiane rispetto al reddito disponibile è inferiore al 100%, ma è altrettanto vero che vent'anni fa non superava il 30% . Malgrado questo trend ascendente nei debiti, in un terzo circa delle famiglie italiane sono custoditi patrimoni tali da richiedere una politica di investimento a lungo termine per cercare di traghettare quanto lasciato dai genitori alle future generazioni. In questo scenario generale si colloca la richiesta di consulenza.

Il quesito di partenza appare semplice: gli investitori vengono considerati un fine oppure un mezzo? In questo secondo caso, la consulenza non sarebbe altro che un mezzo per "estrarre" valore. Una volta Marco Liera, direttore di Plus, supplemento del Sole-24Ore che esce ogni sabato, ha osservato che quando sentiva parlare di estrazione di valore fatta dalle banche gli veniva in mente il suo dentista.


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