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Buoni e libretti postali: non tutto è come dice lo spot

"Buono a sapersi", la nuova campagna pubblicitaria di Poste Italiane, presenta prodotti di investimento diversi da ciò che sono, omettendo informazioni utili per il risparmiatore. Per questo abbiamo segnalato lo spot di Poste al Garante. Ecco perché a nostro avviso è ingannevole. 

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
24 luglio 2018
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
Spot buoni postali

Uno spot per dire che tutto quello che si dice in giro su buoni e libretti postali è una fake news. Ecco lo scopo dell'ultima campagna "Buono a sapersi" di Poste Italiane a difesa del risparmio postale.

Lo spot analizza alcuni luoghi comuni che circolano sui classici prodotti per il risparmio di Poste, come ad esempio l'adagio secondo il quale i buoni postali siano convenienti solo per piccoli risparmi o che il capitale rischia di esssere "bloccato" e non più fruibile in caso di bisogno. Secondo lo spot di Poste sono tutte bugie. Ma a ben guardare di verità in queste "false notizie" ce n'è da vendere.

Per questa ragione abbiamo segnalato lo spot all'Antitrust per pubblicità ingannevole. Ecco i punti in cui lo spot non fornisce un'informazione corretta ai consumatori.

Buoni sì, ma non per tutti

Nello spot si sente "Ti dicono “Buoni e libretti adatti solo a piccoli risparmi” invece sono ottimi per ogni investimento". In realtà non è proprio così. Il tasso nominale annuo di un libretto ordinario è dello 0,01% lordo; è colpito da ritenuta fiscale del 26% e da un’imposta di bollo annua di 34,20 euro se la giacenza media supera i 5000 euro. A conti fatti il tasso netto è dello 0,0074%: praticamente nullo. Va da sé quindi che se si superano i 5000 euro di giacenza media annua e si paga l’imposta di bollo il capitale viene addirittura eroso nel corso del tempo. Può quindi essere un investimento a costo e rendimento quasi nullo solo per piccole somme e non lo si può in nessun modo considerare un prodotto redditizio per ogni tipo di investimento.

Tuttavia esiste anche la versione "smart" (ora disponibile fino al 31 luglio 2018) per accantonamenti vincolati su nuovi libretti o su libretti già aperti che prevede un tasso lordo dell’1% per 150 giorni. Poi si torna al tasso ordinario dello 0,01% lordo. Il tasso netto è 0,74% per 150 giorni. Complessivamente su un anno però il tasso di rendimento annuo netto per un accantonamento ad esempio di 1500 euro è di appena lo 0,31%. A cui si deve togliere anche il bollo pari allo 0,2% della giacenza.

Sul mercato ci sono conti di deposito che offrono rendimenti decisamente superiori. Ed in molti casi l’imposta di bollo è a carico della banca. Cosa che non accade per Poste. Ti consigliamo di dare un occhio al nostro comparatore online di conti deposito, in cui abbiamo messo a confronto i migliori conti deposito in circolazione.

Denaro bloccato? Se non vuoi perdere gli interessi sì

Lo spot prosegue nel tentativo di confutare un altro luogo comune, ovvero che se investi nei prodotti postali non puoi disporre dei tuoi soldi per tutto il periodo dell'investimento. Lo spot recita: "Ti dicono “denaro bloccato” invece è sempre disponibile". Anche in questo caso ciò che afferma lo spot è vero ma solo se sei disposto a perdere gli interessi che sono riconosciuti solo dopo un certo periodo di tempo dalla sottoscrizione. 

E' vero infatti che non sono previste spese di estinzione e il rimborso può avvenire in qualunque momento. Ma se si decide di rimborsare i buoni prima di un certo periodo dalla sottoscrizione non sono previsti interessi. E questa è una grossa limitazione (si scelgono i buoni per avere un interesse anche perché gli oneri fiscali possono ridurre il capitale investito). Tale periodo minimo necessario per avere un interesse è diverso per le varie tipologie di Buoni: 

  • 2 mesi, per i Buoni Impresa; 
  • 6 mesi, per i Buoni a 18 mesi; 
  • 12 mesi, per i Buoni Ordinari, per i Buoni a 3 anni Fedeltà, per i Buoni a 3 anni, per i Buoni a 3 anni EXTRA, per i Buoni Renditalia, per i Buoni Europa, per i Buoni RisparmiNuovi, per i Buoni EreditàSicura;
  • 18 mesi, per i Buoni Indicizzati all'inflazione, i Buoni Indicizzati all'inflazione EXTRA, i Buoni dedicati ai minori, i Buoni Indicizzati a Scadenza e i Buoni DiciottomesiPlus;
  • 24 mesi per i Buoni Premia, per i Buoni a 2 anni Plus;
  • 36 mesi per i Buoni 3,50, per i Buoni a 3 anni Plus, per i Buoni Fedeltà; 
    7 anni per i Buoni 7insieme.
  • Per i Buoni 3x4, 3x4Fedeltà e 3x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo triennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi tre anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sei anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi nove anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione.
  • Per i Buoni 4x4, 4x4Fedeltà e 4x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo quadriennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi quattro anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi otto anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sedici anni dalla sottoscrizione.

Di tutte queste limitazioni la pubblicità non fa assolutamente cenno. Dunque è vero che si può rimborsare in qualsiasi momento, ma la possibile perdita di valore del capitale investito di fatto è una barriera all’uscita.

Capitale che cresce: non sempre

Lo spot punta anche sul vecchio adagio che vedrebbe i prodotti di investimento Postali perdere valore nel tempo. Lo speaker afferma "Ti dicono “capitale che perde valore” invece cresce nel tempo".

Anche questo non è proprio vero. Se si tiene conto degli oneri fiscali in molti casi la crescita di valore nel tempo non c’è proprio. E infatti nel video pubblicitario in caratteri minuscoli c’è anche scritto “salvo oneri di natura fiscale” che però incidono enormemente sul rendimento dei prodotti postali e come abbiamo visto sopra possono anche portare a una perdita di valore. Se ad esempio lasci sul libretto ordinario 6.000 euro per 5 anni, ipotizzando il tasso netto dello 0,0074% e il bollo di 34,20 euro (applicato se la giacenza media annua è superiore ai 5.000 euro), dopo 5 anni ti ritroverai sul libretto solo 5.831,20 euro, perdendo così ben 168 euro.


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