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Affitti: la cedolare secca

26 giugno 2013

26 giugno 2013

A chi conviene tassare i redditi provenienti dall’affitto di immobili con la cedolare secca?

Un'imposta sostitutiva
Dal 2011 è possibile tassare con l’imposta sostitutiva - la cosiddetta “cedolare secca” - i redditi che provengono dall’affitto di immobili.
La cedolare secca è il nuovo nome dato al regime opzionale di tassazione del canone di locazione che sostituisce l’Irpef, le addizionali regionali e comunale, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione.

Un'aliquota fissa

In pratica, sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti, la cedolare secca si applica con un’aliquota fissa del 21% al posto di quella Irpef che varia in funzione del reddito. La cedolare secca scende invece al 19% se i contratti di locazione sono a canone concordato.
In realtà il risparmio per chi affitta può variare di molto, a seconda del proprio reddito. Facciamo un paio di esempi per capirci. Se si affitta un appartamento a 4.800 euro annui e si possiede un reddito da lavoro di 30 mila euro il risparmio arriverà a 775 euro. Se, invece, il proprio reddito è inferiore agli 8 mila euro il risparmio si ridurrà a soli 26 euro. La logica è chiara. Più si guadagna, più si risparmia.


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