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Affitti cedolare secca

10 maggio 2011

10 maggio 2011

Novità in vista per chi possiede una casa e la dà in affitto. Lo scorso aprile l’Agenzia delle entrate ha pubblicato un provvedimento con il quale ha reso materialmente possibile tassare con l’imposta sostitutiva, la cosiddetta “cedolare secca”, i redditi che provengono dall’affitto di immobili. Vediamo che fare.

Novità in vista per chi possiede una casa e la dà in affitto. Lo scorso aprile l’Agenzia delle entrate, in netto anticipo rispetto alle previsioni di molti, ha pubblicato un provvedimento con il quale ha reso materialmente possibile tassare con l’imposta sostitutiva, la cosiddetta “cedolare secca”, i redditi che provengono dall’affitto di immobili.

Cosa cambia...
La cedolare secca è il nome dato al regime opzionale di tassazione del canone di locazione che sostituisce l’Irpef, le addizionali regionali e comunale, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione. In pratica, sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti, la cedolare secca si applica con un’aliquota fissa del 21% al posto di quella Irpef che varia in funzione del reddito. La cedolare secca scende invece al 19% se i contratti di locazione sono a canone concordato.
In realtà il risparmio per chi affitta può variare di molto, a seconda del proprio reddito. Facciamo un paio di esempi per capirci. Se si affitta un appartamento a 4.800 euro annui e si possiede un reddito da lavoro di 30mila euro il risparmio arriverà a 775 euro. Se invece il proprio reddito è inferiore agli 8mila euro il risparmio si ridurrà a soli 26 euro. La logica è chiara. Più si guadagna, più si risparmia.

...e quanto tempo avete
I proprietari di abitazioni date in affitto potranno applicare la cedolare nel 730 o nel modello Unico del 2012. Nell'immediato, le loro incombenze saranno il versamento dell'acconto – entro il 6 luglio – e l'invio della raccomandata all'inquilino, con cui lo informano di aver scelto la cedolare.
La raccomandata deve specificare la rinuncia per tutto il periodo del contratto all’aggiornamento del canone, incluso l’adeguamento Istat annuale. In altre parole l’importo del canone rimane congelato per tutta la durata del contratto di locazione.
Per passare al nuovo regime l’Agenzia delle entrate ha predisposto un nuovo modello, specifico per scegliere la cedolare secca in sede di registrazione di un nuovo contratto. Il suo nome è Siria, ed è scaricabile dal sito dell’Agenzia.
Allo stesso modo, la normativa ha modificato il tradizionale “modello 69”, utilizzato finora per la registrazione dei contratti di locazione, aggiungendo la possibilità di optare per la cedolare secca.
Per entrambi i modelli rimangono validi i vecchi termini che prevedono la presentazione entro 30 giorni dalla data di stipula del contratto.

L’acconto
Per pagare acconto e saldo usate il “Modello F24”. Moltiplicate per il 21% (o il 19% nel caso di canone convenzionato) l’importo totale del canone annuo. Su questa cifra calcolate l’85%, vale a dire la somma d’acconto dovuta allo Stato.
Qualora l’acconto non superi i 51,65 € nulla è dovuto. Se invece non supera i 257,51 € pagate tutto entro il 30 novembre. Attenzione però: in caso superiate quest’ultimo importo, pagate il 40% entro il 6 luglio e il rimanente 60 entro il 30 novembre.

Come fare
Una volta scaricato e compilato il modello “Siria” bisogna, tramite i soggetti abilitati (commercialisti, Caf ecc...) inviarlo all’agenzia delle entrate esclusivamente per via telematica. La copia che avete scaricato e presentato all’intermediario rimarrà a voi. Conservatela insieme alla ricevuta di avvenuta presentazione del modello telematico. Se però siete forniti del Pin per accedere ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, potrete compilarlo e inviarlo autonomamente.

Quando usare “Siria” e quando passare al “Modello 69”
Il modello “Siria” può essere usato solo se:
- I locatori e gli affittuari sono al massimo tre.
- Si sta affittando una sola unità abitativa con al massimo tre pertinenze (cantina, box ecc..).
- Tutti gli immobili devono essere censiti al catasto con rendita.
Non può invece essere utilizzato in tutti gli altri casi in cui si continua a utilizzare il vecchio “Modello 69” a cui sono state apportate le debite modifiche per passare alla cedolare.


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