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Aumentano le detrazioni per i figli a carico

04 gennaio 2013
Aumentano le detrazioni per i figli a carico

04 gennaio 2013

Come previsto dalla legge di stabilità, dal primo gennaio 2013 aumentano le detrazioni per i figli a carico. Gli effetti si faranno sentire già nella prima busta paga dell’anno. Nelle regioni in deficit sanitario, però, i benefici saranno annullati dall’aumento di altre imposte.

Aumentano le detrazioni per i figli a carico: 950 euro per ogni bambino, che salgono a 1.220 euro per i bambini con meno di 3 anni. Per i portatori di handicap, questi importi vanno aumentati di 400 euro ciascuno. È bene ricordare, però, che queste cifre sono solo puramente indicative. Le detrazioni, infatti, variano a seconda del reddito del dichiarante: più è alto, più le detrazioni diminuiscono.
Nella tabella trovi degli esempi di detrazioni correlate al guadagno annuo. Abbiamo considerato un genitore che dichiara i figli a proprio carico al 100%. Se invece vuoi sapere come calcolare la cifra che ti spetta, trovi tutte le informazioni nella nostra Guida al 730.

Alcuni esempi di detrazioni rapportate al guadagno annuale

Reddito annuo 20.000 euro 40.000 euro 60.000 euro 100.000 euro
 Un figlio

 118

 87

 55

 0

 Due figli, di cui uno con meno di tre anni

 385

 299

 214

 43

 Tre figli, di cui uno con meno di tre anni

 521

 422

 322

 124


Regioni in deficit: le addizionali annullano gli sconti
Per le famiglie con figli residenti nelle otto regioni in deficit sanitario (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia), le cose cambiano un po’. In questi territori, infatti, le addizionali regionali, proprio a causa del deficit, possono arrivare fino al 2,33%, annullando così buona parte degli effetti positivi delle detrazioni fiscali per figli a carico. A quelle regionali vanno aggiunte le addizionali comunali, che riguardano tutta l’Italia e che possono arrivare fino all’1,1%. Facendo la somma, i contribuenti delle otto regioni con i conti della sanità in rosso potrebbero ritrovarsi a pagare quasi il 3,5% del proprio reddito agli enti territoriali.
Bisogna precisare comunque che le percentuali applicabili sono decise dalle amministrazioni locali, con conseguenti variazioni tra i diversi comuni e le diverse regioni. Inoltre, gli aumenti delle addizionali riguardano tutti i contribuenti, anche quelli senza figli a cui non spettano le detrazioni, ma che vedranno comunque aumentare le proprie imposte già nella prima busta paga o pensione dell’anno.

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