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Errore calcolo Tari: più facile chiedere il rimborso a Milano

Richiedere il rimborso della Tari pagata in più nel Comune di Milano è più semplice: il Comune, infatti, è tenuto a calcolare esattamente qual è la somma da doverti restituire. Spetta però ancora al cittadino fare istanza per chiedere il rimborso. Calcola quanto hai pagato in più e scarica il modulo e le istruzioni per chiedere il rimborso. 

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
03 settembre 2018
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
tari

Chi non ricorda il calcolo errato della Tari in diversi Comuni? Nonostante alcuni sindaci, tra cui quello di Milano, si fossero impegnati a rimborsare in automatico i cittadini danneggiati, una delibera della Corte dei Conti lombarda ha bloccato tutto e l'unico modo per ottenere il rimborso è che ogni singolo cittadino faccia istanza al Comune e faccia ricorso in Commissione Tributaria provinciale. E finalmente, almeno per il Comune di Milano, la procedura è stata semplificata. Se abiti a Milano, vuoi sapere quanto hai pagato in più e avere tutte le istruzioni e il modulo per ottenere il rimborso puoi usare il nostro servizio online.

Calcola il rimborso Tari che ti spetta

Richiesta di rimborso Tari semplificata a Milano

Il Comune di Milano aveva fornito un modulo per presentare istanza di rimborso molto articolato e per compilarlo i milanesi hanno dovuto fare calcoli complessi. Ma abbiamo incontrato l’assessore Tasca e, come chiedevamo dallo scorso novembre, il modulo è stato semplificato ed è il Comune a rifare i conti. I cittadini non dovranno indicare altro che i dati catastali del box su cui si è pagata indebitamente la Tari. Anche se questo non elimina l'obbligo a ricorrere in Commissione Tributaria.

Quanto hanno pagato in più i milanesi

Se vuoi sapere se e quanto hai pagato più del dovuto, prendi la comunicazione che il comune meneghino ti ha inviato con il calcolo per la Tari dal 2014 al 2017. Nella seconda facciata del primo foglio è presente il dettaglio degli immobili. Se sono presenti più immobili, guarda i metri quadri della pertinenza (la prima è quella dell'abitazione le altre sono le pertinenze in genere di cantina e box). Confronta i metri quadri indicati per la pertinenza interessata (quella con l'errore di calcolo è quella del box) con la tabella qua sotto: in base ai metri quadri, infatti, è indicato quanto hai pagato in più del dovuto. Se ad esempio la pertinenza è di 18 metri quadri, ha pagato 102 euro in più di quanto avresti dovuto nel 2017.

Metri quadri Tari gonfiata 2017
Fino a 15 mq 57 euro
Da 16 a 30 mq 102 euro
Da 31 a 45 mq 120 euro
Da 46 a 60 mq 148 euro
Da 61 a 100 mq 182 euro

Questi importi rappresentano quanto hai pagato in più nel 2017 in base alla metratura della pertinenza. Consulta gli stessi documenti per gli anni precedenti, se non li hai più puoi usare le delibere del Comune. Ricorda che potresti aver usufruito di particolari agevolazioni o riduzioni d’imposta che non sono state considerate nel calcolo.

Cosa succede per la Tari negli altri Comuni

Il Comune di Milano non è l'unico ad aver sbagliato i calcoli della Tari. Ma in questo caso devi essere tu stesso a dover presentare il calcolo preciso del rimborso (tramite un commercialista oppure chiamando la nostra consulenza fiscale). Ecco come scoprire se anche il tuo Comune è coinvolto nel calcolo errato e come procedere.

Non tutti i Comuni sono coinvolti

Al momento possiamo solo dire quali sono i Comuni esclusi con certezza dal problema (nessuno ha risposto alla nostra richiesta di avere l'elenco dei Comuni coinvolti). Ad esempio hanno fatto bene i conti tutti i Comuni in cui il servizio di raccolta rifiuti è gestito da:

  • IREN Ambiente in Emilia Romagna;
  • Contarina Spa in Veneto;
  • Veritas in Veneto;
  • Ama Roma;
  • Gruppo Hera;
  • AMNU;
  • Alia Servizi Ambientali (Tari area fiorentina).

Se abiti in uno dei comuni in cui il servizio rifiuti è gestito da questi enti o in generale in quelli che applicano la Tari sulla base della raccolta puntuale dei rifiuti (così detta TARIP), non sei tra coloro a cui spetta un rimborso.

E ci risulta che, nel 2017 hanno calcolato correttamente la Tari i seguenti Comuni: Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Cesena, Cremona, Ferrara, Firenze, Forlì, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pesaro, Piacenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Urbino, Venezia, Verona. Tuttavia non è da escludere che ci possano esser errori negli anni precedenti.

Come sapere se il tuo Comune ha sbagliato i calcoli

Non sai se il tuo Comune di residenza ha sbagliato i calcoli della Tari? Ecco cosa puoi fare:

  • controlla se hai pertinenze accatastate a parte rispetto all’immobile principale, ovvero se nella visura catastale oltre alla casa figurano anche la cantina (classe catastale C2) o il box (classe catastale C6). Rrecupera la comunicazione del Comune o dell’azienda che gestisce i rifiuti per suo conto, con indicata la tua posizione utile ai fini del calcolo dell’imposta: dovresti trovare indicato quali pertinenze sono considerate a parte, i metri quatri di immobile e competenze (sono quelli calpestabili, non quelli che risultano in visura catastale) e il numero di occupanti dichiarati considerati per individuare il coefficiente di competenza;
  • consulta la sezione tributi del tuo Comune, diverse amministrazioni hanno pubblicato dichiarazioni in merito, comunicando se il loro operato sia corretto oppure no;
  • recupera le delibere annuali del tuo Comune, potresti trovarle sul sito del tuo Comune oppure a sul sito del Ministero delle Finanze;
  • recupera la fattura o i bollettini annuali con il totale versato.

Per fare i controlli, fai riferimento alle regole di base che prevedono il calcolo di una quota fissa e di una variabile, a cui si applica in alcuni casi l’addizionale del 5%. Ricorda infine che potresti usufruire di particolari sconti (ad esempio situazioni famigliari) o maggiorazioni deliberate dal Comune (ad esempio se hai un box particolarmente grande). Per semplificare:

  • la quota fissa è calcolata moltiplicando i metri quadri totali calpestabili per il coefficiente che varia in base al numero degli occupanti;
  • la quota variabile è un importo che varia in base al numero degli occupanti per unità immobiliare.
Come chiedere il rimborso

Se hai pagato di Più la Tari, puoi presentare istanza di rimborso al Comune per gli anni 2014/2017, entro 5 anni dal giorno di pagamento. Ma come? Ecco i passaggi: 

  • per sapere esattamente quanto hai pagato in più, puoi rivolgerti a un commercialista oppure alla nostra consulenza fiscale;
  • solo dopo aver ottenuto il calcolo preciso del rimborso, presenta l'istanza: di persona all’ufficio tributi del Comune o tramite raccomandata A/R oppure tramite PEC (posta elettronica certificata). Se il servizio è gestito da una società terza per conto del Comune l’istanza va presentata alla società e non al Comune.
  • se il Comune non risponde all’istanza entro 90 giorni, si può impugnare il silenzio-rifiuto davanti alla Commissione Tributaria provinciale competente. Se invece, il Comune risponde con un rifiuto si deve impugnare entro 60 giorni;
  • il rimborso deve essere effettuato dal Comune entro 180 giorni dalla richiesta.

Ricordiamo che presentare istanza in commissione tributaria costa minimo 30 euro.