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Federalismo fiscale

18 giugno 2013

18 giugno 2013

L’idea di un’Italia federalista sta diventando realtà. A partire proprio da uno degli aspetti che toccano più da vicino gli interessi dei cittadini: le tasse. Ecco cosa potrebbe cambiare.

Con la legge delega n.42, il Governo sta infatti portando il nostro Paese al passaggio da un’imposizione fiscale centralizzata al cosiddetto federalismo fiscale. Si tratta di una corsa contro il tempo ma, fra mille rinvii, aggiustamenti e discussioni, già a partire dal 2012 alcuni provvedimenti dovrebbero vedere concretamente la luce.

Fiscalità locale
Il risultato del federalismo fiscale sarebbe lo stravolgimento della gestione delle entrate locali come la conosciamo adesso, con il pericolo, in mancanza di adeguati controlli a livello centrale, che gli enti locali si vedano costretti, per far quadrare i propri bilanci, ad aggiungere arbitrariamente una serie di nuovi balzelli, che andrebbero a pesare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti.

Fisco federale: dallo Stato agli enti locali
L’idea, denominata “autonomia impositiva” è che lo Stato centrale dovrà progressivamente eliminare i trasferimenti alle amministrazioni locali (Regioni, Province e Comuni). Queste ultime dovranno sopperire alla conseguente diminuzione di entrate con il nuovo sistema di imposizione fiscale locale, basato su un diverso calcolo delle addizionali. Il rischio per il cittadino, almeno in una prima fase, sarà la notevole difficoltà nel comprendere quale sia il proprio livello d’imposizione fiscale. In pratica: quante tasse paga.


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