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Governo Monti: le proposte di Altroconsumo

15 novembre 2011
Governo Monti: le proposte di Altroconsumo

15 novembre 2011

Concorrenza, liberalizzazioni, maggiore equità fiscale, sviluppo digitale di questo Paese, macchina dello Stato più efficiente. Ecco le proposte che Altroconsumo invia a Mario Monti.

Parte il Governo Monti, che dovrà adottare misure necessarie a risollevare il nostro Paese dalla grave crisi economica e finanziaria. Altroconsumo chiede che vengano prese in seria considerazione alcune importanti  proposte.

Banda larga e sviluppo digitale
L’aumento della penetrazione della banda larga può comportare una crescita considerevole del Pil. L’Europa del futuro sarà sempre più digitale, l’Italia è indietro e non può perdere il passo. Nell’immediato dobbiamo affrontare la crisi, ma questo non ci deve fare abbandonare il progetto di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine. Quello sul digitale e banda larga può essere un formidabile investimento per uscire dal guado. L’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire. Occorre creare la società della Rete sostenuta anche da fondi della Cassa depositi e Prestiti e lanciare un grande e ambizioso progetto di passaggio da una rete oggi in rame a una in fibra ottica.

Concorrenza e liberalizzazioni
Nel corso dell’attuale legislatura purtroppo le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto una battuta d’arresto, addirittura abbiamo assistito, per molti settori, persino ad accenni di controriforme. Occorre abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni in caso di monopolio o di posizioni dominanti; ma anche tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, trasporti, commercio e grande distribuzione. Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale, e la via principale perché ciò accada è quella di eliminare le barriere interne che ostacolano la concorrenza.

Equità fiscale
L’incertezza del diritto è l’elemento che contraddistingue l’attuale sistema fiscale italiano. Negli ultimi anni troppi provvedimenti hanno creato confusione e inasprimento della tassazione senza che un criterio di equità e di rispetto dell’articolo 53 della Costituzione sia stato seguito. Occorrono misure strutturali che non impattino nuovamente sul potere d’acquisto delle fasce più deboli dei cittadini, deprimendo ancora di più consumi e mercati nell’ottica del rilancio dell’economia tutta. Considerata l’urgente necessità di riportare in ordine i nostri conti pubblici riteniamo infine percorribile la strada della tassa patrimoniale per patrimoni mobiliari e immobiliari superiori a 2 milioni di euro con opzione di sottoscrizione di titoli di debito pubblico per i soggetti passivi. Da ultimo ricordiamo come una seria lotta all’evasione fiscale e l’abbandono definitivo di condoni, sanatorie e sconti di pena  possa garantire al Paese l’osservanza delle norme fiscali da parte di tutti i contribuenti garantendo entrate certe e stabili nelle casse dello Stato.  

Macchina dello Stato più moderna ed efficiente
Accanto alla sempre più diffusa crisi di legittimazione della politica, è crescente nell’opinione pubblica anche una notevole sfiducia nei confronti dell’operato della Pubblica Amministrazione. Molto dipende dal fatto che la trasparenza sull’impiego delle risorse risulta carente. Siamo, infatti, di fronte ad un problema di complessità della macchina dello Stato. Quello che pesa maggiormente sul capo di ogni cittadino non è tanto il costo in sé della politica quanto la sua ormai cronica incapacità di prendere decisioni. Auspichiamo riforme che, a partire dai regolamenti parlamentari fino alla forma dello Stato, siano intese a favorire una maggiore efficienza, trasparenza e responsabilità. Occorre indirizzare la trasformazione dell’amministrazione della cosa pubblica verso la pratica del cosiddetto "Open Government" e introdurre forti elementi di produttività ed efficacia nella pubblica amministrazione e nel pubblico impiego a livello locale così come a livello centrale.


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