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Imu, scaduto il termine per il pagamento dell’acconto. Ecco come pagare in ritardo.

18 dicembre 2015

18 dicembre 2015

Il 16 dicembre, oltre alla Tasi, è scaduto il termine per pagare la prima rata dell’Imu. Se non hai ancora pagato, calcola l’imposta applicando le aliquote del tuo comune e aggiungi gli interessi di mora per ogni giorno di ritardo. Per sapere quanto pagare usa il nostro calcolatore.

Chi deve versarla

Se non sei riuscito a pagare in tempo l’Imu, puoi fare il ravvedimento operoso. Con il modello F24 o l’apposito bollettino postale, puoi versare la rata che devi al Comune aggiungendo sanzioni e interessi. Gli interessi vanno calcolati sui giorni di effettivo ritardo, dal giorno successivo alla scadenza fino a quello del versamento.

Quanto pagare

Per calcolare quanto devi pagare (comprensivo di interessi e sanzioni), puoi utilizzare il nostro calcolatore online. In questo modo puoi compilare anche direttamente il modello F24 da portare in banca.

Calcola l'IMU

Ricordiamo che l’Imu non è dovuta sull’abitazione principale e sulle relative pertinenze. Quest’ultime sono quelle accatastate nelle categorie C2 (per es. cantine e solai), C6 (per es. box e garage) e C7 (per es. tettoie e posti auto) nel limite di un solo immobile per classe catastale. Sul secondo box, quindi, dovrete pagare l’Imu.

La pagano, invece, i proprietari di immobili accatastati come A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di valore storico-artistico), anche se utilizzati come abitazioni principali perché considerate di lusso. Questi però potranno usufruire dell'aliquota ridotta e della detrazione deliberata dal Comune. L'Imu continua ad essere applicata sugli immobili diversi dall’abitazione principale.

Compilare l’F24 con il ravvedimento

Per pagare puoi usare il modello F24, l’F24 semplificato o l’apposito bollettino postale, barrare la casella “Ravv.” e indicare nello stesso rigo dell’imposta, sommandoli, l’importo della sanzione e degli interessi. Le parti restanti devono essere compilate normalmente. In ogni caso ricorda di indicare se stai versando l’acconto o il saldo (barrando la relativa casella) oppure se stai pagando l’Imu in un’unica soluzione (barrando sia la casella “acc.” che la casella “saldo”).

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze;
  • 3918 altri fabbricati.

Gli immobili devono essere accorpati in base al codice catastale. Di conseguenza due immobili che si trovano nello stesso Comune occuperanno una riga, nella casella “n. immobili” dovrai indicare “2”.

Nell’F24 devi arrotondare gli importi all’unità di euro, quindi per decimali fino a 0,49 arrotonda all’unità di euro inferiore, oltre questa soglia si arrotonda per eccesso. L’arrotondamento deve essere fatto per il totale dell’importo, se devi versare 200,48 euro per l’abitazione e 52,85 euro per il box, dovrai fare prima la somma degli immobili e poi arrotondare: 200,48 + 52,85 = 253,33 che arrotondati diventano 253 euro.

Come fare il calcolo

Il nostro calcolatore ti rende la vita più facile e ti aiuta a calcolare quanto versare in maniera semplice e veloce. In alternativa puoi fare tu il calcolo: devi calcolare il tributo per l’intera annualità e sottrarre quanto versato a giugno a titolo di acconto. Se hai versato l'Imu in un'unica soluzione entro la scadenza del 16 giugno, ricalcola comunque l’imposta per l'intera annualità: se rispetto a giugno l’importo non è cambiato, sei a posto così. Se invece è maggiore perché il Comune nel frattempo ha alzato le aliquote, paga il conguaglio sempre entro il 16 dicembre.

Compilare l’F24

Per pagare puoi usare il modello F24, l'F24 semplificato o l’apposito bollettino postale, barrare la casella "saldo". Utilizza questi codici:

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze;
  • 3918 altri fabbricati.

Gli immobili devono essere accorpati in base al codice catastale. Di conseguenza due immobili che si trovano nello stesso Comune occuperanno una riga, nella casella "n. immobili" dovrai indicare "2".

Nell'F24 devi arrotondare gli importi all’unità di euro, quindi per decimali fino a 0,49, arrotonda all'unità di euro inferiore, oltre questa soglia si arrotonda per eccesso. L'arrotondamento deve essere fatto per il totale dell’importo, se devi versare 200,48 euro per l’abitazione e 52,85 euro per il box, dovrai fare prima la somma degli immobili e poi arrotondare: 200,48 + 52,85 = 253,33 che arrotondati diventano 253 euro.

Ricorda che
  • L’importo minimo da versare è di 12 euro complessivi annui per ogni Comune. Quindi non importa se con la singola rata non arrivi a questo importo, devi considerare l’Imu dovuta per l’intero anno per quel Comune, cioè sommando l’Imu di tutti gli immobili che possiedi in quel Comune. Ogni Comune, però, può stabilire una regola diversa e fissare un altro importo minimo, che non può in ogni caso essere inferiore a 12 euro. Verifica presso il tuo Comune questo valore.
  • Se vendi l'immobile nei primi sei mesi dell’anno, sia che si tratti di abitazione principale che di seconda casa, dovresti pagare l'Imu tutta in un'unica rata a giugno. Ricordati, però, che, se entro la scadenza di giugno il tuo Comune non ha ancora deliberato le aliquote valide per l’anno in corso, devi usare quelle dell’anno precedente per calcolare l’acconto. Per pagare la rata del 16 dicembre dovrai rivedere i calcoli alla luce delle eventuali modifiche delle condizioni da parte del Comune e pagare la differenza.
  • Le pertinenze all’abitazione principale che possono usufruire della stessa aliquota agevolata sono al massimo 3 e devono appartenere a tre classi catastali differenti. Infatti, puoi applicare l’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale solo su un immobile per ognuna delle categorie C2, C6 e C7. Ad esempio, se possiedi due box pertinenziali (di solito accatastati come C6) applicherai su uno dei due a tua scelta l’aliquota prevista per le seconde case del tuo Comune (vedi seconda casa: calcola e compila l’f24). Per risparmiare considera come seconda casa il box con la rendita catastale più bassa.
  • I Comuni possono aver assimilato ad abitazione principale le case di proprietà di disabili o anziani ricoverati permanentemente in una casa di riposo, in questo caso lo Stato rinuncia alla sua quota di spettanza. La stessa agevolazione può esser riconosciuta per l’immobile posseduto dai cittadini italiani residenti all’estero.
  • I Comuni possono assimilare ad abitazione principale gli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori – figli) che la utilizzano come abitazione principale se l'immobile ha una rendita catastale inferiore ai 500 euro e se l'Isee del nucleo familiare del comodatario è inferiore a 15.000 euro. Se sono stati concessi in comodato più immobili solo uno può usufruire dell’agevolazione.
  • Sono equiparati all’abitazione principale anche gli immobili appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite dai soci assegnatari ad abitazione principale.
  • Al personale appartenente alle Forze Armate, di polizia e vigili del fuoco non è più richiesta ai fini delle agevolazioni imu sull’abitazione principale la condizione della dimora abituale e della residenza per un solo immobile posseduto.
  • In caso di fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e quindi inutilizzati, la base imponibile è ridotta del 50% limitatamente al periodo per il quale sussistono queste condizioni.
Come chiedere il rimborso se hai pagato di più
Non è così improbabile aver commesso qualche errore nel calcolo dell'Imu. Gli errori possibili sono tanti, da i semplici calcoli sbagliati all’indicazione di un codice catastale non corretto, che ha quindi comportato il versamento del dovuto al Comune sbagliato. Se hai pagato di più, puoi rivolgerti al Comune, presentando istanza di rimborso in carta semplice, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnandola direttamente all’ufficio tributi. Alcuni Comuni hanno predisposto la loro modulistica, scaricabile dal sito dell’amministrazione comunale. Puoi però utilizzare il modulo che trovi qui o tra le risorse sulla destra. Ricorda che hai tempo 5 anni per chiedere il rimborso dell’Imu versata in eccesso.
La dichiarazione Imu

Il termine di presentazione della dichiarazione Imu che è stato fissato per tutti al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è entrati in possesso dell’immobile o sono intervenute variazioni che impattano sulla determinazione dell’imposta: per intenderci, le dichiarazioni relative all’anno 2015 vanno presentate entro il 30 giugno 2016.

Scarica il modulo che trovi tra le risorse sulla destra. I Comuni possono stabilire mezzi particolari di consegna della dichiarazione e o richiedere comunicazioni ulteriori, pertanto è consigliabile consultare direttamente il sito internet del Comune in cui si trova l’immobile o contattare il competente ufficio tributi.