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Meno Irpef, più Iva: chi ci guadagna?

10 ottobre 2012

10 ottobre 2012

Riduzione dell’Iperf, aumento dell’Iva su beni e servizi. È quanto prevede la legge di stabilità. Quale sarà l’impatto sui redditi degli italiani? Abbiamo fatto i conti su 4 diverse tipologie di famiglie. I risultati sono sconfortanti.

Il disegno di legge di stabilità ha previsto una riduzione dell’Irpef e, allo stesso tempo, un aumento dell’Iva. Per l’Irpef, la legge prevede la riduzione di un punto percentuale per i primi due scaglioni di reddito che attualmente sono tassati al 23% e al 27%. Dal primo gennaio 2013 diventeranno del 22% per i redditi fino a 15.000 euro e del 26% per redditi fino a 28.000 euro. Per l’Iva, invece, è previsto l’incremento di un punto percentuale dell’Iva agevolata al 10% e dell’ordinaria del 21%, che dal primo luglio 2013 passeranno all’11% e al 22%.
E’ previsto inoltre, già dal 2012, un pesante intervento di taglio delle detrazioni e delle deduzioni. Infatti, il Governo ha deciso di fissare un tetto massimo di 3 mila euro al totale delle attuali detrazioni che prevedono il recupero del 19% della spesa. In pratica non esisteranno più i tetti massimi per ogni tipo spesa, come ad esempio i 4 mila euro per gli interessi del mutuo. Finirà tutto in una somma unica, che non deve superare i 3 mila euro. Ma non è tutto: per ogni spesa detribile o deducibile è introdotta una franchigia di 250 euro, vale a dire che se spendi meno perdi l’agevolazione. Fortunatamente la sforbiciata alle agevolazioni non tocca le detrazioni per i familiari a carico, le spese mediche (che avranno però la franchigia raddoppiata rispetto al passato), le ristrutturazioni edilizie e le locazioni.

Facciamo due conti
Come si può vedere dalla tabella, l’effetto della riduzione dell’Iperf sulle tasche delle famiglie è davvero di pochi spiccioli. Dividendo la cifra complessiva per le 13 mensilità, gli italiani si ritroveranno in busta paga dai 14 ai 31 euro al mese. Peggio va alle famiglie monoreddito che continueranno a versare molto più degli altri, senza contare che l’importo massimo di 280 euro di riduzione Irpef per i redditi superiori a 28.000 euro viene raddoppiato solo per le famiglie in cui lavorano entrambi i coniugi.
Se poi si considerano anche i tagli a detrazioni e deduzioni, l’effetto sul reddito della diminuzione dell’Iperf sarà nullo, se non addirittura passivo. In sostanza resterà solo l’aumento dell’Iva.

Meno Irpef, più Iva: chi ci guadagna?

 Tipologia di famiglia  Reddito complessivo  Risparmio sull'Irpef Maggiore Iva  Quanto rimane in un anno? 
 Entrambi i coniugi lavorano, un figlio  40357  -404  268  136
 Un solo coniuge lavora, un figlio  -280  268  12
 Entrambi i coniugi lavorano, due figli  41934  -419  276  143
 Un solo coniuge lavora, due figli  -280  276  4
 Single lavoratore  28130  -280  192  88
 Single pensionato  18679  -187  124  63
Lo stato viola la legge
Lo ripetiamo sempre, la legge 212 del 2000, meglio nota come Statuto del Contribuente, vieta espressamente che le norme fiscali siano retroattive, proprio per dare certezza del diritto ai contribuenti. Purtroppo, anche questo Governo ha deciso di derogare lo Statuto, intervenendo sulle detrazioni e deduzioni retroattivamente a partire dal gennaio di quest’anno. L’effetto sarà che, la prossima primavera, quando sarà il momento di presentare la dichiarazione dei redditi, molti dei documenti che abbiamo raccolto per recuperare qualcosa sul 730 finiranno nel cestino, insieme ovviamente al già poco che ci permettevano di recuperare.
La leggerezza con la quale non si rispetta lo stato di diritto è aggravata dall’effetto a cascata che una manovra del genere ha nei confronti degli evasori fiscali, infatti, sarà sempre più facile cadere nella tentazione di pagare in contanti senza fattura nella prospettiva di spendere un po’ meno, a fronte di alcun ritorno in sede di dichiarazione dei redditi.

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