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Tassa sui rifiuti: cosa c’è da sapere sulla Tari

01 ottobre 2014

01 ottobre 2014

La Tari o tassa rifiuti, istituita il 1˚ gennaio 2014, è la terza componente dell’imposta unica comunale Iuc insieme a Tasi e Imu. La Tari ha sostituito la Tares e, dov’era ancora presente, la vecchia Tia e si paga per sostenere il servizio di raccolta, trasporto, smaltimento e recupero dei  rifiuti. Ecco come e quando va pagata.

La tassa rifiuti è dovuta da chiunque possieda o occupi a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie alle abitazioni quali i balconi e le terrazze scoperte, i posti auto scoperti, i giardini e i parchi nonché le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva, come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini. Per l'applicazione della Tari si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti tributi (Tarsu o Tares).

Cosa va dichiarato

Va dichiarata solo la superficie calpestabile, ossia la superficie dell’unità immobiliare al netto dei muri interni, dei pilastri e dei muri perimetrali. Nella determinazione della superficie non si tiene conto dei locali con altezza inferiore a 1,5 mt., dei locali tecnici quali cabine elettriche, vani ascensori, locali contatori ecc.

Le nuove occupazioni

In caso di nuova occupazione o di altre variazioni dei dati precedentemente dichiarati, occorre presentare apposita dichiarazione al Comune in cui è situato l’immobile. Fai attenzione perché se non dichiari l’occupazione il Comune può sempre desumerla dalla presenza di arredo oppure dall’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, telefonica o informatica. Ricorda infine che se l’occupazione dura per meno di sei mesi durante l’anno solare, la Tari è dovuta dal solo possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.

Quanto devo pagare? 

È il Comune che calcola l’ammontare della tassa e invia al contribuente l’avviso di pagamento.
Per le utenze domestiche la Tari viene calcolata in base alla superficie calpestabile dell’alloggio e al numero di occupanti.
Il Comune può prevedere alcune riduzioni ed esenzioni in caso di abitazioni con unico occupante, abitazioni o locali adibiti ad uso stagionale, abitazioni occupate da soggetti che risiedono o dimorano all’estero, fabbricati rurali ad uso abitativo. Può anche esonerare i soggetti con redditi particolarmente bassi.

Come si paga?

Il pagamento deve essere effettuato con il bollettino o con il modello F24 che il Comune ti invia a casa unitamente all’avviso di pagamento.
Ricorda che l’F24 si può pagare presso ogni sportello bancario o postale e i bancomat abilitati, tramite il proprio sistema di home banking oppure online collegandosi al sito www.agenziaentrate.gov.it per la compilazione del modello online.

Quando si paga? 

Il numero di rate e le loro scadenze variano da Comune a Comune: si va da un minimo di due rate ad un massimo di quattro. Verifica sempre sul sito del tuo Comune le scadenze di acconti e saldo. In ogni caso, se non hai ricevuto per tempo il bollettino e l'F24 (entrambi precompilati) non devi preoccuparti, in questi casi non sono dovute sanzioni o interessi per il ritardo nel pagamento. Viceversa, se hai ricevuto tutto per tempo e ti sei dimenticato di pagare, devi utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso ossia versare quanto dovuto per il tributo maggiorato degli interessi al tasso legale dell’1% annuo e della sanzione.

  • Se versi entro 14 giorni dalla scadenza, devi applicare lo 0,2% giornaliero di sanzione sulla somma dovuta. Per esempio per 100 euro di imposta non versata dovrai aggiungere 20 centesimi per ogni giorno di ritardo, oltre agli interessi (ravvedimento sprint).
  • Se versi dal 15° giorno al 30° giorno successivo alla scadenza, devi calcolare la sanzione del 3% di quanto non pagato, senza rapportarla ai giorni di ritardo. Quindi per i 100 euro d’imposta da pagare devi aggiungere 3 euro di sanzione oltre agli interessi, questi si calcolati su base giornaliera (ravvedimento breve).
  • Superati i 30 giorni dalla scadenza e fino al 30 giugno 2015, puoi ravvederti pagando la sanzione del 3,75% oltre agli interessi (cd. ravvedimento lungo). Superata tale data, sei passibile di una sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non pagata o pagata in ritardo.

Ti suggeriamo comunque di informarti in Comune e chiedere chiarimenti.


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