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Dopo la riforma la pensione si allontana

01 marzo 2012
Dopo la riforma la pensione si allontana

01 marzo 2012

La riforma delle pensioni varata dal governo Monti ha rivoluzionato tutte le regole in base alle quali si erano erogate finora le pensioni dei lavoratori, sia dipendenti che autonomi: l’obiettivo è quello di prolungare la vita lavorativa di ciascuno di noi e di far slittare il più avanti possibile l’erogazione dell’assegno di previdenza.

Le novità più rilevanti introdotte dalla riforma previdenziale sono quelle legate all’innalzamento dell’età per accedere alla pensione di vecchiaia: si va in pensione più tardi, con un meccanismo progressivo che prende in considerazione l’aspettativa media di vita e fissa, nel giro di 7 anni, a 66 anni e 11 mesi l’età pensionabile per tutti. Sono stati poi modificati i metodi di calcolo, con l’abolizione del sistema retributivo e l’applicazione per tutti di quello contributivo. È stata anche cancellata la pensione di anzianità, che permetteva ai lavoratori di andare in pensione con 35 anni di contributi, e introdotta la cosiddetta pensione anticipata. Addio anche alle finestre previdenziali, ovvero i periodi che intercorrevano tra la maturazione dei requisiti alla pensione e la sua effettiva erogazione. Infine, è stato introdotto anche un meccanismo di incentivi e penalizzazioni.

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