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Come funzionano i voucher per i lavori occasionali?

07 settembre 2017
Voucher per lavoro occasionale, ecco come funzionano

07 settembre 2017

A volte ritornano, è il caso di dirlo. Parliamo dei voucher, i buoni istituiti per retribuire il lavoro occasionale che, aboliti a marzo, sono stati reintrodotti a luglio, con qualche differenza rispetto al passato. La nuova versione si distingue in "libretto famiglia" e "contratto di prestazione occasionale": vediamo cosa cambia.

I voucher, i buoni istituiti per retribuire il lavoro occasionale, sono stati aboliti nel marzo 2017 (per evitare il referendum) anche se quelli già richiesti possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017. Anche se con modalità d’uso differenti rispetto al passato, i voucher sono stati reintrodotti lo scorso luglio. Questo particolare sistema di pagamento ha fatto capolino nel nostro Paese nel 2003, ma di fatto il loro utilizzo è iniziato nel 2008.

Avrebbero dovuto far emergere il lavoro nero

Nell’intenzione del legislatore, i voucher avrebbero dovuto far emergere dal lavoro nero alcune prestazioni occasionali (per esempio, pulizie di casa, ripetizioni scolastiche, piccoli lavori di giardinaggio...). Negli anni successivi, però, il loro impiego è stato praticamente liberalizzato e quindi esteso a ogni tipo di attività, anche se con un tetto retributivo massimo annuo per lavoratore, passato dai 5.000 euro fissati dalla riforma Fornero ai 7.000 stabiliti dal Jobs act. Nella realtà, il ricorso ai voucher, aumentato esponenzialmente negli anni, in moltissimi casi è servito solamente a fare da “foglia di fico” a prestazioni per nulla occasionali e che quindi avrebbero dovuto essere regolarizzate con l’assunzione del lavoratore: il tutto ha favorito l’elusione fiscale dei datori di lavoro.

Come funzionano i nuovi voucher?

La nuova disciplina prevede alcune regole di base comuni, a cui si aggiungono disposizioni differenti a seconda che il lavoro occasionale sia utilizzato da una persona fisica o da un datore di lavoro (impresa, professionista, pubblica amministrazione), più altre specifiche per il settore agricolo e la pubblica amministrazione. L’insieme delle disposizioni riguardanti il lavoro occasionale effettuato a vantaggio di una persona fisica si chiama “libretto famiglia”, quello per le imprese si chiama “contratto di prestazione occasionale”.

  • Il libretto famiglia
    Possono ricorrere a questo strumento solo le persone fisiche per retribuire solo alcune prestazioni occasionali: lavori domestici (giardinaggio, pulizie...), assistenza domiciliare (baby sitter, badanti...) e lezioni private. 
  • Il contratto di prestazione occasionale
    Riguarda le prestazioni occasionali pagate dalle imprese che, complessivamente, non possono superare i 5.000 euro.

Quale procedura bisogna seguire per attivarli?

In entrambi i casi, il ricorso a questi strumenti è possibile solo attraverso la piattaforma digitale Inps dedicata, alla quale devono essere iscritti sia il datore di lavoro che il lavoratre. Da sito dell'Inps non è così semplice, la strada più veloce è quella di scrivere nel motore interno di ricerca "prestazioni di lavoro occasionale" e, una volta arrivati alla pagina web cercata (per esempio "Libretto famiglia"), cliccare su "accedi al servizio". Per registrarsi alla piattaforma bisogna avere il pin dell'Inps, da richiedere sempre tramite il sito, oppure è possibile utilizzare l'identità Spid o la carta nazionale dei servizi.


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