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Decreto sviluppo cosa cambia

20 luglio 2011

20 luglio 2011

Il cosiddetto decreto sviluppo apporta qualche novità su mutui, spese di ristrutturazione e centrale rischi. Ma restano alcune zone d’ombra.

Il cosiddetto decreto sviluppo apporta qualche novità su mutui, spese di ristrutturazione e centrale rischi. Ma restano alcune zone d’ombra.

Novità per chi vuole detrarre le spese di ristrutturazione
Dal punto di vista tributario, i cambiamenti in meglio riguardano soprattutto l’eliminazione di alcuni adempimenti burocratici. Chi ristruttura la casa e vuole godere della detrazione del 36%, non dovrà più prendersi la briga di comunicare l’inizio dei lavori al Centro operativo di Pescara. Altro passo in avanti contro le scartoffie: lavoratori dipendenti e pensionati non devono più compilare il modulo riferito alle detrazioni (quello che consegna il datore di lavoro o l’ente pensionistico) se il loro quadro fiscale non è cambiato rispetto all’anno precedente.

Ridotti i tempi di cancellazione dalle Centrali rischi
La nuova legge conferma che ogni contratto per il gas domestico viene gravato dell’Iva al 20% oltre i 480 metri cubi, a prescindere dal numero di utenze legate al contratto stesso. Una bella botta per il portafoglio delle famiglie che abitano in condominio e hanno il riscaldamento centralizzato. Per quanto riguarda il settore bancario, tra le novità positive va registrata la riduzione dei tempi di cancellazione dei nominativi dalle cosiddette Centrali rischi. In pratica, se il “cattivo” pagatore si mette in regola con le rate del prestito o del mutuo, al massimo entro 12 giorni il suo nome deve scomparire dalla lista nera degli inaffidabili. Di stampo antiburocratico, perché semplifica la procedura e riduce i tempi di chi ha un mutuo e vuole cambiare banca, è anche la misura che prevede la possibilità di trasmissione online dell’atto di surroga dell’ipoteca alla Conservatoria.

Mutui: le nuove regole
Sempre in argomento mutui, non convince affatto, invece, quella che potremmo chiamare la rinegoziazione obbligata dei mutui a tasso variabile. La revisione dei parametri del mutuo è già oggi possibile, purché la banca sia d’accordo. Le nuove regole introducono anche la possibilità, per il mutuatario che ha determinate caratteristiche (reddito Isee fino a 35 mila euro, capitale fino a 200 mila euro, puntualità nel pagamento delle rate), di pretendere unilateralmente la rinegoziazione. A condizioni, però, ben precise. E proprio qui sta il trucco: la norma prevede parametri tecnici che finiscono per aumentare considerevolmente l’importo delle rate mensili. In sostanza, dunque, meglio stare alla larga da questo tipo di rinegoziazione.


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