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Moratoria sui mutui non firmiamo laccordo con lAbi

17 dicembre 2009

17 dicembre 2009

L'accordo siglato tra l'Abi e le associazioni dei consumatori che prevede la sospensione delle rate mutuo per le famiglie in difficoltà è inadeguato. Per questo motivo Altroconsumo non lo ha firmato.

L'accordo siglato tra l'Abi e le associazioni dei consumatori che prevede, per le famiglie in difficoltà, la sospensione del rimborso delle rate del mutuo per 12 mesi è del tutto inadeguato rispetto alle reali esigenze di chi non riesce più a far fronte alle rate del mutuo. Per questo motivo Altroconsumo non lo ha firmato.

Le ragioni del no
  • Troppi i limiti che vanificano l'obiettivo di aiutare chi è in difficoltà. Prima di tutto, la moratoria sarà limitata solo ai mutui per l'acquisto dell'abitazione principale con capitale erogato di massimo 150.000 euro, una cifra del tutto irrealistica soprattutto rispetto ai costi delle case nelle grandi città. Nonostante la nostra esplicita richiesta, sono rimasti fuori dalla sospensione tutti gli altri finanziamenti, cioè i prestiti personali e tutto il credito al consumo.
  • L'altro grosso limite è che si tratta di un accordo su base volontaria, cui le banche possono decidere autonomamente di aderire così come possono decidere se sospendere solo la quota capitale o anche la quota interessi e la durata del piano di rientro. Il rischio concreto è che resti solo una buona intenzione e che poi il sostegno non arrivi veramente alle famiglie disagiate.
Poca trasparenza sui costi della moratoria
  • Visto che sarà ogni banca, non il cliente, a decidere se la sospensione riguarderà tutta la rata o solo la quota capitale avevamo chiesto che nell'accordo fossero indicate anche le modalità precise per il rimborso delle somme sospese. Avevamo proposto che l'ammontare aggiuntivo per gli interessi sospesi da pagare alla banca, fin dalla prima rata successiva alla fine della sospensione, non potesse superare il 10% della rata prevista nell'originario piano di ammortamento. Nell'accordo, invece, non è previsto nessun limite, sarà la banca a decidere le modalità di rientro per il cliente. Il rischio è che le famiglie in difficoltà si trovino ad avere maggiori problemi con il piano di rientro che potrebbe diventare insostenibile.
  • Altro punto non definito nell'accordo è quanto si paga nel periodo di allungamento del piano di ammortamento iniziale: infatti se la sospensione della rata o della quota capitale è di 12 mesi ci saranno altre 12 rate da pagare oltre a quelle già previste dal piano di ammortamento. La nostra richiesta rimasta inascoltata era che si specificasse l'entità della rata che dovrebbe essere calcolata applicando alla somma delle sole quote capitali sospese (gli interessi sono già stati restituiti) il tasso iniziale previsto dal contratto.

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