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Mutui al tasso Bce, Bankitalia giustifica chi li boicotta

07 maggio 2010
Mutui al tasso Bce, Bankitalia giustifica chi li boicotta

07 maggio 2010

Nel portafoglio mutui delle banche dal primo gennaio 2009 devono esserci, per legge, mutui variabili indicizzati al tasso della Banca Centrale Europea (Bce). Ma questo non avviene e la Banca d'Italia è d'accordo.

Nel portafoglio mutui delle banche dal primo gennaio 2009 devono esserci, per legge, mutui variabili indicizzati al tasso della Banca Centrale Europea (Bce). Ma questo non avviene e la Banca d'Italia è d'accordo.

Legge nonn applicata
L'obiettivo della legge è dare ai clienti un prodotto vantaggioso perché il tasso Bce è meno soggetto agli scossoni del mercato e ai rincari dei periodi di crisi economica. Gli istituti di credito italiani hanno, in genere, offerte di mutui variabili legati al cosiddetto tasso Euribor, cioè un tasso interbancario (calcolato sulle offerte delle maggiori banche europee) molto più sensibile alle variazioni del mercato. Nel febbraio scorso, a distanza di un anno dall'entrata in vigore della legge, siamo andati a scandagliare le offerte delle banche per capire come e se era stata applicata. La brutta sorpresa è stata che il mutuo indicizzato al tasso Bce era reso sempre meno conveniente del tasso Euribor dall'applicazione di uno spread più alto (la percentuale di guadagno dell'istituto di credito) e addirittura in un caso non era nemmeno offerto dalla banca (Che Banca!).

Tasso Bce sempre poco conveniente
Dal confronto tra lo spread del mutuo indicizzato all'Euribor e quello al tasso Bce emergeva una differenza che arrivava anche a 0,60 punti percentuali. In questo modo il tasso Bce risulta sempre meno conveniente e così il cliente non ha la possibilità di scegliere un mutuo che gli garantirebbe un tasso più stabile. Abbiamo inviato la nostra inchiesta alla Banca d'Italia denunciando la disapplicazione della legge e chiedendo una sanzione amministrativa ex articolo 144 e 145 del TUB (testo unico in materia bancaria) come peraltro previsto dallo stesso comma 5 dell'articolo 2 della legge 2/2009.

Bankitalia giustifica le banche
Via Nazionale giustifica le banche sostenendo che è loro facoltà, nei casi in cui il tasso Bce non rappresenti il vero costo del denaro sul mercato, applicare spread più elevati, purché questi non si discostino in maniera rilevante e non giustificata dal diverso costo del denaro all'ingrosso. Bisogna dire che lo stesso discorso si potrebbe applicare al valore dell'Euribor attuale che non rappresenta certo il costo del denaro per gli istituti bancari.

Purtroppo, questa risposta deludente mostra come Banca d'Italia accetti che sia sempre più costosa per i consumatori la scelta di un parametro più stabile per l'indicizzazione quale appunto è il tasso Bce. In realtà ad oggi, un diritto previsto da una legge, non è esercitabile se non pagando di più.


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