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Coronavirus, chi ha un mutuo può richiedere la sospensione delle rate. E per gli altri finanziamenti?

Dal 30 marzo è possibile richiedere il congelamento delle rate del mutuo per l'acquisto della prima casa per chi ha subito la riduzione dell'orario, la sospensione dal lavoro o per chi attraversa un momento di difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus. Vediamo i requisiti necessari, il modulo da utilizzare e l'iter da seguire per inoltrare la domanda. La sospensione ora diventa più veloce e parte dalla prima rata in scadenza successiva al momento in cui si presenta la domanda in banca. La legge di conversione del Cura Italia ha esteso la misura a mutui fino a 400.000 euro e ai mutui che hanno beneficiato del Fondo di garanzia prima casa. Per chi ha un prestito o un altro mutuo, invece, in caso di difficoltà è bene controllare le condizioni del proprio contratto e mettersi in contatto con la banca.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
07 luglio 2020
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  • Anna Vizzari
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  • Roberto Usai
mutui precari

Dal 30 marzo al via le domande di sospensione delle rate del mutuo per l'abitazione principale per chi attraversa un momento di difficoltà dovuto all'emergenza coronavirus, secondo quanto previsto dal decreto "Cura Italia" misure che sono state ora ulteriormente estese con la legge di conversione. Dopo l'estensione introdotta con il decreto dello scorso 2 marzo, che ha dato la possibilità di congelare le rate del mutuo anche ai lavoratori dipendenti e parasubordinati che hanno subito la sospensione dal lavoro o la riduzione dall'orario lavorativo per almeno 30 giorni in seguito all'emergenza coronavirus, è arrivata un'aggiunta col decreto "Cura Italia" che ha esteso infatti questa possibilità, per i prossimi nove mesi, anche ai lavoratori autonomi e liberi professionisti. Con la legge di conversione arrivano ulteriori estensioni: sono coperti i mutui per l’acquisto dell’abitazione principale fino a 400.000 euro di capitale erogato e sono inclusi anche i mutui che hanno beneficiato del Fondo di garanzia prima casa. Ora con la legge di conversione del decreto liquidità la procedura di sospensione, fino al 31 dicembre 2020, diventa più veloce e parte dalla prima rata successiva alla presentazione della domanda alla banca.

In quali casi è possibile congelare le rate

Possono richiedere il congelamento delle rate (per un massimo di 18 mesi) tutti gli intestatari di un contratto di mutuo che hanno subito la riduzione dell'orario per 30 giorni e per almeno il 20% o la sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni. La misura riguarda indistintamente tutti gli intestatari di tutta Italia. Sia il mutuo che il richiedente, però, devono rispettare alcuni criteri precisi:

  • normalmente il contratto deve essere stato stipulato da più di un anno rispetto alla data di richiesta della sospensione; ma le ultime norme hanno eliminato questo requisito per le domande presentate nei prossimi nove mesi;
  • la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta;
  • il capitale erogato del mutuo non può essere superiore a 400.000 euro (questa è una misura valida per le domande presentate fino al 17 dicembre 2020, normalmente il limite è di 250.000 euro);
  • il mutuo deve essere stato acceso per l'acquisto dell'abitazione principale e non per un immobile di lusso;
  • Normalmente l'Isee del richiedente non può essere superiore ai 30.000 euro, per i prossimi nove mesi non è richiesto il rispetto di questo limite;
  • Per i prossimi nove mesi questa misura vale anche per autonomi (escluse le imprese ma vale per ditte individuali ed artigiani)e liberi professionisti che dichiarano con autocertificazione di aver subito dal 21 febbraio in avanti per tre mesi o comunque, se inferiore a un trimestre, fino al momento della presentazione della domanda, una riduzione del fatturato medio giornaliero superiore al 33% rispetto a quello dell'ultimo trimestre 2019.
  • E sempre per le domande presentate fino al 17 dicembre 2020 sono ammessi alla sospensione anche i mutui che hanno beneficiato del Fondo di garanzia prima casa, normalmente esclusi dalla sospensione come tutti i mutui che hanno beneficiato di agevolazioni pubbliche.

  • Ultima novità introdotta con la legge di conversione del decreto liquidità e aggiornata con il decreto legge semplificazioni: la sospensione delle rate riguarda, fino al 17 dicembre 2020, anche i mutui per abitazioni di cooperative edilizie a proprietà indivisa. Entro 30 gg dall’entrata in vigore del decreto legge semplificazioni sarà pubblicato sul sito di Consap il modulo di richiesta da usare. La richiesta va presentata dalla cooperativa alla banca ma solo se approvata dall’Assemblea e solo se almeno il 20% dei soci si trovano dopo il 31 gennaio 2020 in una delle situazioni di emergenza che giustificano la sospensione e che abbiamo indicato nei punti precedenti. Vale solo per mutui che abbiano un capitale non superiore a 400.000 euro per il numero dei soci della cooperativa. 

Come fare la richiesta di sospensione

Le domande possono essere inoltrate a partire dal 30 marzo 2020: è necessario compilare il modulo dedicato disponibile anche sul sito Consap e rivolgersi quindi direttamente alla propria banca. Attenzione, Perché, in seguito all'emergenza sanitaria, molte banche ricevono solo su appuntamento: meglio muoversi per tempo e prenotare la vostra visita in filiale. Considerate anche che alcune banche potrebbero accettare l'invio del modulo e degli allegati tramite email, anche in formato foto, contattate la vostra filiale per accertarvi di questa possibilità. Oltre al modulo compilato, bisognerà consegnare alla banca anche la documentazione che attesti il rispetto dei requisiti previsti: sarà la filiale a ritirare la documentazione e a consegnarla direttamente a Consap che farà tutte le verficihe del caso e fornisce una risposta positiva o negativa entro 15 giorni. In caso di esito positivo, la sospensione viene attivata nei successivi 30 giorni lavorativi (che diventano 45 in caso di mutuo cartolarizzato). Al momento della consegna della richiesta di sospensione, comunque, la banca non conteggia gli interessi moratori sulle rate.

Ora però fino al 31 dicembre 2020 la procedura diventa più veloce: per le domande presentate dal 28 marzo 2020 in avanti e fino al 31 dicembre 2020 la banca inizia la sospensione a partire dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda. Il gestore del Fondo, ricevuta dalla banca la domanda di sospensione, accerta la sussistenza dei presupposti e comunica alla banca, entro venti giorni, l’esito dell’istruttoria. Decorso inutilmente tale termine, la domanda si ritiene comunque accolta. In caso di esito negativo dell’istruttoria comunicato dal gestore, la banca può riavviare l’ammortamento del mutuo a partire dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda.

Ricordate infine che la sospensione non può essere richiesta in caso di ritardo superiore ai 90 giorni consecutivi nel pagamento delle rate.

Per quanto tempo possono essere sospese le rate 

Normalmente è il richiedente che sceglie il periodo di sospensione delle rate per un massimo di 18 mesi, divisibile anche in due periodi. Invece, in caso di richiesta per la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro la sospensione delle rate, il Regolamento del Fondo prevede criteri diversi. La sospensione potrà essere:

  • di massimo sei mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo compreso tra 30 e 150 giorni consecutivi;
  • di massimo 12 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo compreso tra 151 e 302 giorni consecutivi;
  • di massimo 18 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo superiore a 302 giorni consecutivi.

Ma il mutuatario può fare più richieste per lo stesso mutuo, al prolungarsi del periodo di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, fino ad arrivare ad un massimo di 18 mesi.

Per i mutui indivisi delle cooperative la durata della sospensione dipende da quanti soci sono in difficoltà.
La sospensione sarà di massimo sei mesi se solo il 20% dei soci si trova in difficoltà, di massimo 12 mesi se si trova in difficoltà un numero di soci superiore al 20% e fino al 40%, e di massimo 18 mesi se si trova in difficoltà più del 40% dei soci della cooperativa.

Il cliente pagherà metà della quota interessi

A carico del cliente resta, per le rate sospese, la quota capitale e metà della quota interessi. Il Fondo paga infatti il 50% dell’intera quota interessi di ogni rata sospesa: a tale scopo è stato previsto uno stanziamento di 500 milioni di euro. Questa agevolazione è estesa anche alle sospensioni concesse prima del 17 marzo 2020 se il Fondo non ha già contribuito, secondo la normale disciplina, a pagare la parte della quota interessi determinata dal parametro di mercato (Euribor o Irs).

Prestiti: cosa fare in caso di difficoltà

Il congelamento delle rate di cui abbiamo parlato è valido solo per i mutui destinati all'acquisto dell'abitazione principale e solo a determinate condizioni come la perdita del lavoro, la riduzione del fatturato, la riduzione dell'orario o la sospensione dal lavoro per almeno trenta giorni. Non rientrano quindi tra questi tutti i mutui per l'acquisto di una seconda casa, i prestiti personali o finalizzati che seguono un'altra procedura. Per questo motivo abbiamo scritto al Governo, alla Consap, al Ministero dell'economia e al Ministero dello sviluppo economico per chiedere che venga adottata al più presto una procedura unica per tutte le banche, anche sui finanziamenti di credito al consumo e sulle altre tipologie di mutui non previste dal Fondo di solidarietà. A questo proposito è stato firmato l’Accordo Abi-consumatori per la sospensione dei finanziamenti per massimo 12 mesi. Restano valide le procedure di moratoria che le banche o le finanziarie hanno in  essere come potrete leggere dopo.

Ricordiamo che la sospensione è semplicemente uno spostamento in avanti del piano di ammortamento, quindi è bene richiederla solo nel caso di reale difficoltà.

Vediamo tre consigli da seguire se non si riescono a pagare le rate di un finanziamento o di un mutuo che non rientra tra quelli coperti dal Fondo:

1) Contattate la banca o la finanziaria prima di pagare in ritardo

In prima battuta è sempre bene rivolgersi il prima possibile alla banca o alla finanziaria, possibilmente prima di arrivare a pagare in ritardo una rata. Questo perché in fase di negoziazione avere un ritardo pregresso può essere controproducente. In genere le cosiddette moratorie sono riservate a chi fino a quel momento è stato un buon pagatore. 

2) Controllate attentamente le condizioni del contratto firmato

Quindi verificate quanto scritto sul contratto di finanziamento. Negli ultimi anni, infatti, molte finanziarie hanno introdotto i cosiddetti prestiti flessibili. In pratica sono prestiti personali o finalizzati che prevedono già nel contratto la possibilità di saltare una o più volte una rata, oppure di cambiarne l'importo. Vediamo chi la propone:

  • Agos Duttilio
    Agos prevede l'opzione "Salta rata", praticamente la possibilità di posticipare la rata a partire dalla settima. La richiesta deve però essere effettuata almeno 15 giorni prima della scadenza della rata che si vuole saltare. La rata può essere saltata una volta per ogni anno di durata del prestito, fino a un massimo di tre. C'è poi l'opzione "Cambio rata" che prevede la possibilità di modificare l'importo della rata e di ridurlo, in modo da renderla più sostenibile in caso di difficoltà. La prima modifica è possibile solo a partire dalla settima rata e, come per l'opzione "Salta rata", anche per la modifica è necessario inviare una richiesta almeno 40 giorni prima della scadenza della rata. 
  • Findomestic Prestito flessibile
    Anche Findomestic prevede la possibilità di posticipare una rata con l'opzione "Salto rata" che può essere richiesta fino a un massimo di tre volte. La richiesta può essere fatta dopo aver rimborsato almeno sei rate, se le rate sono pagate con addebito Sepa sul conto e se sono state pagate regolarmente. Sul contratto è indicato il numero massimo di richieste "Salto rata" che può essere fatto e il periodo di tempo che deve passare tra una rata saltata e l'altra. Esiste anche l'opzione "Cambio rata" per modificare l'importo delle rate del finanziamento secondo gli importo che sono stati decisi già nel contratto. Scegliendo l'importo più basso si allunga la durata del prestito, ma la rata diventa più sostenibile in caso di difficoltà. Anche in questo caso la condizione necessaria è che bisogna aver rimborsato almeno sei rate, con addebito su conto corrente e con regolarità. L'opzione non può essere richiesta da chi ha già richiesto il "Salto rata". 
  • BCC Credito al consumo
    Con il prestito flessibile, dopo il pagamento di almeno sei rate, è possibile saltare il pagamento di una rata (per un massimo di cinque volte), posticipandola alla fine del finanziamento. L'importo della rata può essere modificato fino a cinque volte, aumentandolo o diminuendolo in totale libertà. 
  • Compass
    Compass prevede il prestito Jump con cui si può saltare, una volta l'anno, il pagamento di una rata (fino a un massimo di cinque volte nel periodo di finanziamento) senza alcun costo aggiuntivo.
3) Verificate con la banca se prevede procedure autonome di sospensione

Il terzo passo può essere quello di verificare con la propria banca o finanziaria se prevede procedure autonome di sospensione delle rate di mutui e prestiti. Attenzione nel caso dei mutui prima casa, perché queste moratorie non sono quelle previste dal Fondo Consap e quindi hanno anche condizioni differenti: per esempio non prevedono il rimborso della metà della quota interessi delle rate sospese come invece fa il Fondo statale. Le proposte sono diverse, per questo motivo è bene verificare le condizioni e cosa potete sospendere. Abbiamo individuato le principali banche e finanziarie:

  • Intesa San Paolo
    Propone la sospensione delle rate dei finanziamenti in essere (per la sola quota capitale o per l’intera rata a scelta del cliente) che può essere chiesta per tre mesi, con eventuale proroga di ulteriori tre o sei mesi, in funzione della durata dell’emergenza.
  • Unicredit 
    Propone per chi si trova in difficoltà economica e finanziaria la possibilità di richiedere la sospensione delle rate del mutuo per la sola quota capitale, per un periodo fino a 12 mesi. 
  • Agos 
    La sospensione riguarda il pagamento della quota capitale delle rate del finanziamento, per un periodo non superiore a 12 mesi. 
  • Findomestic 
    Prevede per massimo 12 mesi la sospensione dell’intera rata del prestito in caso di calamità naturali.
  • Creval 
    La sua sospensione di massimo 12 mesi riguarda i mutui e i prestiti, ma solo per la quota capitale (12 mesi per i finanziamenti di durata superiore ai 18 mesi e per quelli di durata inferiore sei mesi di sospensione della quota capitale). 
  • Credit Agricole
    I mutuatari possono richiedere la sospensione della quota capitale delle rate del mutuo per sei mesi. 
  • BCC
    Varie filiali del territorio prevedono la sospensione delle rate di mutuo fino a 12 mesi in caso di mancata corresponsione degli emolumenti da parte del datore di lavoro in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. 
  • Sella e Sella personal credit
    Prevede la sospensione delle rate del mutuo, per una durata di 12 mesi, relativa all'intera rata o alla sola quota capitale a scelta del cliente e la sospensione delle rate dei prestiti, in regolare corso di ammortamento, fino ad un massimo di tre mesi.