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Mutui per i giovani precari garantiti dal fondo del governo: le banche fanno orecchi da mercante

01 aprile 2014
Mutui per i giovani precari garantiti dal fondo del governo: le banche fanno orecchi da mercante

01 aprile 2014

Il mutuo per chi è giovane e precario garantito dal Fondo del governo sta facendo flop. Sono poche (23 quasi tutte di credito cooperativo) le banche che finora hanno sottoscritto la convenzione con il governo per offrire il mutuo da questi garantito con 70 milioni di euro per il 2014 e altrettanti per il 2015.

Ottenere un mutuo oggi non è facile, soprattutto se sei un giovane precario. Per far aprire le casseforti delle banche anche ai giovani che hanno redditi precari e nessun santo in paradiso che possa fare da garante per un mutuo impegnandosi a coprirlo in caso di insolvenza, è sceso in campo il governo con un Fondo di garanzia da 70 milioni per il 2014 e il 2015 destinato a coppie sposate under 35 e a single o coppie conviventi purché con figli minori e purché abbiamo un reddito Isee di massimo 40.000 euro (tutte le informazioni su: www.diamoglifuturo.it). Finora solo 23 banche (quasi tutte di credito cooperativo) hanno aderito al Fondo, nonostante le condizioni siano del tutto favorevoli per le banche. Infatti dalla fine del 2013, l'esecutivo Letta ha cambiato le regole del Fondo a favore delle banche consentendogli di applicare anche a questi mutui in cui non corrono rischi perché garantiti dai soldi pubblici, il tasso di mercato e non un tasso agevolato come avveniva prima.

La vita difficile del Fondo mutui

"Lo Stato garantisce per le giovani coppie di precari che vogliono accendere un mutuo”, così diceva lo spot del governo per promuovere il Fondo mutui per aiutare i giovani precari a comprare casa. Siamo nel 2011 e lo Stato si impegna con le banche a coprire in caso di insolvenza i finanziamenti concessi ma chiede alle banche di ridurre il loro guadagno applicando ai mutui coperti dal Fondo uno spread al massimo dell’1,5%, la metà di quello medio applicato sul mercato. Quindi, le banche devono rinunciare a una buona fetta di guadagno, per questo il Fondo è stato un flop, dei 50 milioni di euro a disposizione ne è stato impegnato appena uno. Le banche di fatto lo hanno boicottato allo sportello. Visto l’insuccesso, il governo non ha puntato sui controlli per verificare che le banche aderenti applicassero il Protocollo che avevano firmato, ma ha cambiato le condizioni dei mutui. Così è spuntato un nuovo regolamento che prevede che lo spread non sia superiore al tasso effettivo globale medio sui mutui, pubblicato trimestralmente dal ministero dell’Economia. In pratica, le banche potranno di fatto applicare lo stesso tasso previsto per i clienti tradizionali (oggi per i mutui a tasso fisso è pari al 5,17% e per i mutui a tasso variabile 3,73%)  con la garanzia in più che, in caso di insolvenza, le rate saranno coperte dai soldi pubblici.In pratica, i nostri soldi. Una vittoria della lobby bancaria.

Se il Fondo resta al palo, ripensiamo a come usare quei 70 milioni di euro

La soluzione trovata dall'esecutivo di eliminare il vantaggio economico che il Fondo prevedeva per i giovani precari per non intaccare troppo i guadagni delle banche e indurle a offrire questi mutui "garantiti" non sembra funzionare visto che sono davvero pochissime le banche che finora hanno aderito al Fondo (l'elenco sul sito www.diamoglifuturo.it). 

A questo punto viene spontaneo chiedersi se i 70 milioni di euro stanziati dall'esecutivo non possano essere utilizzati in un altro modo. Ad esempio con un aumento degli sgravi fiscali sugli affitti (l'affitto sembra essere l'unica alternativa valida per chi è giovane ed è precario).

Se non sei un giovane precario

Se è vero che i cordoni delle banche in questo periodo restano stretti, chi ha un lavoro che offre tutte le garanzie del caso, ha di fatto tutte le carte in regola per ottenere un mutuo. Per sapere qual è il mutuo più conveniente per te puoi inserire i tuoi dati nel nostro servizio online e avere una simulazione calcolata tra oltre 150 offerte delle principali banche italiane e online.

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