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In banca pochi prestiti e tanti inganni

15 luglio 2014

15 luglio 2014

Ottenere un prestito è un'impresa anche se sei un lavoratore affidabile: lo dimostra la nostra inchiesta in 280 filiali. Tanti gli inganni smascherati: poca trasparenza e privacy, niente soldi se non accetti certe condizioni, spesso illegali. Abbiamo denunciato tutto alle autorità. Ecco com'è andata.

Secondo la nostra inchiesta in 280 filiali più di una banca (o finanziaria) su tre obbliga il cliente, che vuole un prestito o un mutuo, a comprare anche una polizza che loro stesse vendono: altrimenti niente finanziamento. Abbiamo denunciato tutto all’Antitrust perché metta fine a questa pratica commerciale scorretta.

Prestiti e mutui: difficile ottenerli

"La banca non fa prestiti", "Diamo finanziamenti solo a chi ha già un conto corrente da noi", "Serve un garante"... sono solo alcune delle risposte che ci siamo sentiti dare chiedendo informazioni per un prestito di 10mila euro in 280 filiali di banche, finanziarie e uffici postali di 9 città italiane. E pensare che, in questa nostra ultima inchiesta, ci siamo presentati nei panni di un cittadino con un lavoro a tempo indeterminato e 1.500 euro di stipendio mensile: eppure, nonostante la nostra "stabilità" la risposta è stata negativa 2 volte su 10. E non solo, in molti casi, sono uscite fuori diverse irregolarità da parte delle filiali (tra mancata trasparenza e non rispetto della privacy): le abbiamo segnalate alle autorità garanti. Ecco quali sono queste "magagne", da tenere bene a mente nel caso in cui avessi bisogno di un prestito. E ricorda che, per scegliere quello più adatto alle tue esigenze, c'è il nostro servizio online pronto a darti una mano.

 

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Le magagne smascherate e denunciate

Sono così tante le pratiche scorrette emerse che per denunciarle tutte abbiamo dovuto rivolgerci a ben quattro autorità diverse (Banca d'Italia, AGCM, Ivass e Garante della Privacy). Ecco quali sono le irregolarità denunciate.

  • Niente SECCI: nel 63% dei casi non ci è mai stato consegnato il SECCI (Standard european consumer credit information), un modulo standard europeo di cui si ha diritto e che contiene tutte le informazioni necessarie sul prestito che ci è stato presentato, in modo da poterlo confrontare facilmente con altre offerte presenti sul mercato. Ma, naturalmente, a molti istituti di credito non conviene che i potenziali clienti ne capiscano troppo.
  • Richiesta di dati illegittima: altra irregolarità riscontrata è stata la richiesta di dati reddituali e personali in fase precontrattuale, quando non sono necessari. In molti casi, ci è stato anche richiesto di firmare l'autorizzazione  per accedere alle centrali di rischio, che raccolgono i dati sulla nostra affidabilità di debitori. In pratica si fa una preistruttoria, quando il cliente ha solo chiesto informazioni. Risultato? Da un lato, si scoraggia il cliente a girare più agenzie perché ogni volta deve dare tutte queste informazioni; dall'altro, accumulare più interrogazioni alle centrali rischi private coincide con richieste di prestito non rilasciate o non andate a buon fine, quindi il richiedente potrebbe essere considerato in futuro un cattivo candidato (così ci hanno dichiarato molti consulenti in banca, forse per scoraggiarci).
  • "Se vuoi il prestito, devi comprare la nostra polizza": in ben il 35% dei casi gli operatori danno il prestito solo se si sottoscrive una polizza da loro venduta. Ma la legge afferma che se la banca o finanziaria obbliga il cliente a comprare una sua polizza per avere il finanziamento fa una pratica scorretta. La si può denunciare all’Antitrust. 
  • Polizza obbligatoria, ma senza confronto: nessuna banca o finanziaria che chiede una copertura assicurativa obbligatoria per rilasciare il prestito, ci ha consegnato i preventivi di altre due compagnie con cui non ha legami, come vuole la legge proprio per garantire la migliore scelta al cliente: tieni conto che la polizza costa in media 771 euro, ma c'è chi ci ha chiesto più di 1.800 euro (a Verona) e oltre 1500 (a Genova). Quindi confrontare diverse offerte serve.

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