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Prestiti online tra privati: poco convenienti

08 marzo 2013
Prestiti online tra privati: poco convenienti

08 marzo 2013

L'operazione, chiamata "social lending" si svolge tramite siti online, controllati dalla Banca d'Italia, che mettono in contatto persone che chiedono un prestito con persone disposte a prestare il proprio denaro. In Italia solo due siti sono autorizzati: Prestiamoci e Smartika. La convenienza, però, è scarsa e le tutele sono poche.

Oggi le banche fanno sempre più fatica a concedere prestiti. Per chi ha bisogno di denaro fino a un massimo di 25 mila euro è nata una strada alternativa: si chiama “social lending”, traducibile in “prestiti tra privati”. L’operazione si svolge su siti online, controllati dalla Banca d’Italia, che mettono in contatto persone che chiedono un prestito, da restituire a rate, con persone disposte a prestare il proprio denaro. L’affare va a buon fine quando le parti chiedono e offrono denaro a tassi di interesse simili. In Italia, attualmente, sono autorizzate solo due piattaforme: Prestiamoci e Smartika. La convenzienza (che si misura in base al Taeg) è scarsa e le tutele sono poche. Se li confrontiamo con i migliori prestiti che si trovano sul mercato, comprendiamo che la convenienza non c'è. In ogni caso, per valutare il costo di qualunque prestito, ricordati di calcolare il Taeg.   

Come funzionano i siti di social lending
Per poter chiedere od offrire un prestito bisogna registrarsi al sito e poi rimandare al gestore il contratto firmato. Chi chiede un prestito deve anche indicare alcuni dati personali (abitazione di proprietà, lavoro svolto, reddito mensile), che servono ai siti per verificare l’affidabilità finanziaria del richiedente, insieme ai dati raccolti nelle cosiddette “centrali rischi private”, banche dati in cui sono elencati i nomi dei debitori inadempienti o in ritardo nel pagamento delle rate. L’affidabilità viene espressa tramite un giudizio (“rating”): più è alta, migliori saranno le condizioni applicate a chi richiede il prestito.

Prestiti via internet: la convenienza è scarsa
La convenienza di un prestito si valuta in base al Taeg, cioè al tasso annuo effettivo globale, che oltre al tasso di interesse considera anche le spese da sostenere. Tramite i due siti autorizzati in Italia a effettuare il social lending abbiamo chiesto un prestito di 5.000 euro per 4 anni e uno di 2.000 euro per 2 anni, registrandoci più volte, in ciascuna delle quali abbiamo presentato caratteristiche di affidabilità differenti. In base alle risposte avute, abbiamo calcolato il Taeg dei prestiti che avremmo ottenuto: confrontandoli con i prestiti migliori che si trovano sul mercato, si scopre che i Taeg dei social lending sono più elevati: crescono a mano a mano che si riduce l’affidabilità del richiedente. L’eventuale ricorso a questi prestiti tra privati potrebbe quindi essere una strada da seguire solo per chi ha un grado di affidabilità non elevato.

Prestiti tra privati: poca sicurezza
Oltre alla scarsa convenienza economica, i prestiti online tra privati garantiscono meno tutele: dato che il social lending non rientra nella normativa sul credito al consumo, a chi richiede il prestito non deve essere necessariamente indicato il Taeg né consegnato il foglio informativo europeo (il cosiddetto Ebic), fondamentale per fare il confronto tra varie offerte.
Chi presta denaro non ha alcuna certezza di recuperare i propri soldi: fa un prestito a persone che non conosce, fidandosi solo della valutazione delle piattaforme online rispetto alla loro affidabilità finanziaria. Per chi vuole investire poche decine di migliaia di euro è meglio, quindi, scegliere i conti di deposito, a basso rischio e con tassi di rendimento interessanti.

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