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Prestiti tra privati: attenzione alle truffe

Società non meglio identificate o privati che, attraverso una piattaforma social, promettono prestiti facili e veloci. Peccato che i soldi poi non arrivino mai. Anzi a rimetterci sono sempre i cittadini che hanno bisogno di denaro. Un genere di truffa che negli ultimi anni ha visto una forte crescita. Ma come fare a capire se ci troviamo davanti ad una truffa? Ecco alcuni suggerimenti.

13 giugno 2019
prestiti privati

Non si tratta di social lending quindi di prestiti “peer to peer” offerti da società autorizzate attraverso piattaforme informatiche in cui si mettono in contatto prestatori di denaro e richiedenti un prestito. Stiamo parlando di veri e propri contratti falsi in cui, società non autorizzate ad operare o personaggi dalle false generalità, stipulano degli accordi con i consumatori con l’unica finalità di farsi pagare un anticipo o delle spese di istruttoria senza poi concedere alcun prestito. Tutto sempre tramite piattaforme social. Capire la differenza tra prestiti peer to peer o truffe di questo genere non è facile.

Come fare a capire che si tratta di una truffa

Come capire se ci troviamo di fronte ad una truffa? Alcuni segnali possono far scattare in noi un campanello d’allarme.

  • Spese chieste in anticipo. Quando si tratta di una truffa, molto spesso il richiedente del prestito deve versare un importo prima di ottenere la somma di denaro richiesta. In genere si tratta di un anticipo sugli interessi dovuti o delle spese da pagare subito prima dell’erogazione del prestito. Una volta intascati i soldi il prestatore, però, diventa irraggiungibile dal cliente. Per questo motivo è bene stare assolutamente alla larga da coloro che chiedono interessi o altre spese in anticipo.
  • Tassi di interesse troppo alti. Alcuni prestatori approfittano del bisogno di denaro da parte del richiedente per offrirlo a tassi d’interesse molto alti. È bene fare attenzione perché al di sopra di un certo limite di tassi d’interesse un finanziamento è considerato usuraio. La legge antiusura fissa delle soglie che non possono essere superate per ogni opzione di finanziamento alle quali è possibile accedere. Un prestito tra privati potrebbe essere considerato usurario anche nel caso in cui il tasso d’interesse sia troppo alto in base alle caratteristiche del finanziamento e alle garanzie fornite dal cliente. Sarà il giudice a stabilirlo.
  • Annunci sgrammaticati. Molti degli annunci presentano spesso chiari segni di inganno, per esempio un italiano scorretto e costruzioni sintattiche forzate. Spesso ci si può accorgere della truffa dato che il testo è pieno di errori ortografici o di sintassi. Questo perché molte volte i truffatori sono persone straniere, che utilizzano traduttori automatici per scrivere gli annunci o le e-mail.

Anche se nel caso dei prestiti tra privati è più complicato (perché qualsiasi persona che abbia un certo capitale da investire può scegliere di offrire un prestito) possiamo comunque verificare “l’identità” dell’intermediario che abbiamo davanti. Per capire se siamo di fronte ad operatori autorizzati basta andare sull’albo gestito da OAM (organismo di controllo degli agenti e dei mediatori) e su quello gestito da Banca d’Italia.