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Prestito online tra privati al capolinea

01 settembre 2009

01 settembre 2009

Nati tra il 2007 e il 2008, Zopa.it e Bomber.it, due siti per il prestito tra privati, hanno dovuto sospendere le nuove iscrizioni nel mese di luglio per l'intervento della Banca d'Italia.
Quanto successo mette in forse il futuro del prestito peer to peer nel nostro Paese, ma Altroconsumo ritiene che possa essere anche un punto di partenza per riscrivere le regole di questa attività. Infatti, se più accuratamente normata, questa nuova forma di attività finanziaria potrebbe essere utile per aggirare la stretta creditizia imposta dalle banche a molti consumatori a seguito della crisi finanziaria.

La nostra indagine
I dati che abbiamo raccolto prima della sospensione avevano comunque evidenziato come i prestiti ottenuti attraverso questi siti non fossero particolarmente convenienti. Dopo aver ricostruito il taeg (il dato che indica il costo effettivo del prestito per il consumatore e che i due siti, per carenze normative, non hanno l'obbligo di esporre), abbiamo visto che in vari casi era possibile ottenere prestiti a un costo più conveniente dalle banche. Prestiti che i nostri soci possono trovare su ogni numero della rivista Soldi & Diritti nella rivista Password.

Casi diversi
In ogni caso, i motivi che hanno portato a una parziale sospensione delle attività dei due siti sono molto diverse fra loro. Per Boober.it, il problema è legato alla società che lo gestisce, Centax, e alla sua attività principale (garanzie per gli assegni). Non coinvolge quindi direttamente le attività di prestito peer to peer. Nel caso di Zopa.it, invece, Bankitalia ha evidenziato come le modalità di raccolta del denaro dei prestatori non erano coerenti con le autorizzazioni ad operare ottenute dalla società.


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