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Tetto del 4 sui tassi dei mutui informatevi con la banca

01 aprile 2009

01 aprile 2009

Finalmente, con due mesi di ritardo rispetto al previsto, l'Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento che le banche devono seguire per applicare il tetto del 4% sui tassi dei mutui.

Andate in banca a verificare la situazione: potrebbe servire una vostra autocertificazione.

Mutui a tasso variabile o misto
Ricordiamo in cosa consiste l'agevolazione, introdotta dal Decreto anticrisi: l'importo delle rate dei mutui a tasso variabile (o misto) che i mutuatari devono pagare alle banche nel corso del 2009 (dunque già dalla rata di gennaio) sarà calcolato usando il tasso maggiore tra il 4% e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Il resto della rata non sarà addebitato dalla banca e verrà coperta dallo Stato sotto forma di credito d'imposta.

Questi i mutui interessati
Il provvedimento vale per i mutui a tasso non fisso (dunque indicizzati tout court ma anche a tasso misto) legati all'acquisto o alla costruzione di abitazione principale sottoscritti da persone fisiche entro il 31 ottobre 2008; sono esclusi quelli però relativi ad abitazioni classificate come A1, A8 e A9. Andando a vedere le definizioni, si scopre che si tratta di ville (A8), castelli e palazzi con eminente pregio artistico e storico (A9) e di abitazioni signorili (A1).

Elenco dei beneficiari incompleto
In base al Provvedimento sarà l'Agenzia delle entrate a determinare l'elenco dei soggetti per i quali ci sono i presupposti per l'applicazione dell'agevolazione.
Questo elenco sarà disponibile per le banche attraverso il canale Entratel; l'elenco non è però esaustivo e infatti nello stesso Provvedimento è previsto che i soggetti che non dovessero rientrare nell'elenco, ma che in realtà dovrebbero godere del beneficio, possono autocertificare direttamente in banca la loro situazione. Potete utilizzare il nostro modello di testo ( guarda tra le risorse).
Peccato però che gli utenti non hanno accesso all'elenco. L'unica cosa che si può fare è quella di andare in banca a informarsi.

Provvedimento in ritardo: le banche dovranno restituire quanto pagato in più
Peraltro la disposizione sarebbe dovuta entrare in vigore già a partire dalla rata di gennaio (il Ministero dell'economia aveva chiesto alle banche di applicare a pieno la norma entro il 29 febbraio); ma evidentemente, mancando finora le disposizioni attuative, le banche non hanno applicato la norma.
All'alba del 4 marzo arrivano dunque le disposizioni e forse con la rata di marzo si potrà finalmente avere qualche effetto per quei pochi che potrebbero avere un beneficio dalle disposizioni del tetto. Sull'inutilità di questa misura ci siamo già espressi al momento della presentazione del piano anticrisi.
È da ricordare che a questo punto le banche dovranno restituire ai clienti quanto hanno loro addebitato come rata in più rispetto al tetto, secondo le disposizioni del ministero dell'Economia, con la stessa valuta applicata al pagamento della rata.


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