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Collari antiparassitari: non senza rischi

07 agosto 2012
collari antiparassitari

07 agosto 2012

Rischi per la salute (soprattutto per quella dei bambini) in caso di esposizione prolungata. Per questo in Francia sono stati ritirati dal commercio alcuni collari antiparassitari per animali domestici. In Italia non è stata presa alcuna decisione, ma il nostro consiglio è di seguire quella francese.

Uno studio rivaluta la sicurezza dei collari antiparassitari per animali domestici: la salute, soprattutto quella dei bambini, in caso di esposizione prolungata o di contatto ripetuto con la pelle degli animali (sia cani che gatti) è a rischio. Anche se gli effetti dannosi ancora non sono molto chiari, i pericoli riguarderebbero possibili danni al sistema nervoso. Tre i principi attivi sotto accusa: dimpylat, propoxur e tetrachlorvinphos.
La funzione dei collari antiparassitari è quella di prevenire o eliminare pulci e zecche su cani e gatti. Sono classificati e venduti come medicinali veterinari e si possono trovare in negozi di animali, supermercati e vivai.
 
La decisione francese
Dopo la pubblicazione dello studio, l’Autorità francese per i medicinali veterinari ha bloccato la vendita dei collari antiparassitari che contengono dimpylat, propoxur e tetrachlorvinphos. In particolare, tra i prodotti francesi ritirati segnaliamo: Friskies collare per cani, cani grandi, gatti e collare riflettente; Kiltix Bayer per cani, taglia piccola, media e grande.
L'Europa sta ora studiando la necessità di adottare misure analoghe per i collari utilizzati negli altri stati membri.

In Italia
Al momento in Italia non sono state prese posizioni a riguardo. Dal primo marzo 2013 comunque i collari antiparassitari contenenti diazinon (dimphylat) non potranno più essere commercializzati.
In ogni caso è bene sospendere da subito l’utilizzo dei collari che contengono i tre principi attivi dannosi e sostituirli con altri prodotti a base di formulazioni diverse. Controlla bene sulla confezione il nome del principio attivo che deve essere riportato per legge.

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