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Alla ricerca del pediatra

01 febbraio 2011

01 febbraio 2011

Difficile scegliere il medico per il proprio bambino. La nostra inchiesta sul sistema pediatrico (quello del Servizio sanitario nazionale) mostra le pecche di un servizio che dovrebbe funzionare molto meglio di così.

Indagini allo sportello
Come si fa a scegliere il medico di famiglia? La convenzione che regola il rapporto tra pediatri e Asl spiega che «...le Aziende devono provvedere a informare adeguatamente i cittadini sul curriculum formativo e professionale del pediatra,  e sulle caratteristiche dell’attività professionale (ubicazione e orario dello studio, aderenza a forme associative, utilizzo di procedure informatiche, disponibilità telefonica, disponibilità del personale di studio, caratteristiche strutturali e strumentali, ecc.)” I cittadini devono poter accedere a queste informazioni. Dove? Allo sportello “scelta e revoca del medico e del pediatra” dell’Asl. Nella nostra inchiesta ne abbiamo visitati 40: in tutti abbiamo richiesto informazioni utili per poter effettuare la scelta del medico in modo ragionato. 

Variabile da Nord a Sud
Per scegliere il pediatra che meglio risponde alle nostre esigenze è necessario avere sott’occhio la lista dei medici della zona. In 26 sportelli l’elenco è appeso alla parete o è racchiuso in un faldone a disposizione per la consultazione. In 12 casi bisogna rivolgersi all’impiegato per ottenerne una copia o consultarlo, con un’inutile perdita di tempo in coda. Che cosa è importante sapere?
Essenziale è l’orario di ricevimento. Ancora: sapere se un medico lavora solo su appuntamento o la sua data di nascita (e dunque l’anzianità professionale) può aiutare i genitori a scegliere. Al contrario è difficile (per non dire impossibile) decidere, se gli impiegati non danno informazioni appellandosi a inconsistenti “motivi di privacy”. Oppure se l’elenco affisso alla parete non viene aggiornato.

Il miraggio del posto
Non è facile parlare di pediatri di libera scelta in molte città italiane. A Milano, Napoli, Firenze e Bologna i pediatri con posti liberi sono pochi, pochissimi. E la famiglie sono costrette ad accontentarsi di medici che non sempre soddisfano le loro esigenze. Un’alternativa seguita da molte famiglie? Il pediatra privato, con relativa spesa. 

La logica dei numeri
Perché i pediatri sono così pochi? È una questione di numeri: la convenzione che regola il rapporto tra pediatri e Asl prevede che in ogni comune ci sia un pediatra per ogni 600 abitanti di età tra 0 e 6 anni.
Il medico però può avere in cura fino a 800 pazienti, ma anche molto più grandi: tra 0 e 14 anni di età. In realtà a 6 anni un bambino potrebbe essere trasferito e curato dal medico di base: tuttavia, di norma, i genitori preferiscono lasciare i bambini in cura dal pediatra fino ai 14. Questo genera un grande problema di gestione: il numero dei pediatri è stabilito in base ai bambini che hanno meno di 6 anni, ma - in pratica - i pazienti in cura dal medico sono molti di più.


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