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Bonus bebe soldi da restituire

29 luglio 2011

29 luglio 2011

Moltie famiglie stanno ricevendo lettere da parte delle Ragionerie di Stato con la richiesta di restituzione del così detto “bonus bebè” del 2006. Erano i 1.000 euro che l’allora Governo aveva dato alle famiglie con nuovi nati nel 2005 o nel 2006. Vediamo come comportarsi.

Molte famiglie stanno ricevendo lettere da parte delle Ragionerie di Stato con la richiesta di restituzione del così detto “bonus bebè” del 2006. Erano i 1.000 euro che l’allora Governo aveva dato alle famiglie con nuovi nati nel 2005 o nel 2006. Vediamo come comportarsi.

Lo Stato rivuole i soldi
Purtroppo il provvedimento, inserito in fretta furia nella finanziaria 2006, non era stato particolamente ben studiato. Quanto meno, non era stato chiaramente illustrato alle famiglie: nella lettera a firma del Presidente del Consiglio, si diceva che bastava compilare un’autocertificazione e passare all’ufficio postale a ritirare i 1.000 euro.
L’amara sorpresa arriva in questi mesi estivi: ora viene chiesto alle famiglie di restituire il denaro e di pagare un’ammenda di 3.000 euro per aver dichiarato il falso.

Non pagare i 3.000 euro
Innazitutto diciamo la cosa più importante: i 3.000 euro non devono essere pagati. A legger bene il testo della lettera, si capisce che solo dopo che che si è instaurato un procedimento a carico di chi ha beneficiato indebitamente dei 1.000 euro e dopo che il giudice ha accertato la colpevolezza, il contribuente dovrà sborsare i 3.000 euro di sanzione. Sarà durante il procedimento che dovranno essere portate le memorie difensive contenenti i motivi che hanno indotto in errore il contribuente, non prima. Infatti, nella lettera del Ministero, si legge che si possono inviare alla Ragioneria scritti difensivi e documenti, o di essere ascoltato entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, ma gli unici documenti che al momento potete produrre, sono quelli che dimostrino che avevate diritto al bonus o che chiedete di far valere la prescrizione della contestazione.

Prescrizione
Benché non ci sia modo di stabilire con certezza la prescrizione di quanto richiesto dallo Stato, può esser utile mandare una raccomandata A/R alla Ragioneria che ha inviato la lettera di contestazione, eccependo la prescrizione di quanto richiesto. In pratica, se sono passati 5 anni dalla data in cui hai presentato l’autocertificazione (e hai preso i 1.000 euro) alla data di ricevimento della lettera ministeriale, puoi dire allo Stato che si è accorto tardi dell’errore. Tuttavia, questa strada non dà la certezza della vittoria, ma può valer la pena fare un tentativo. Sicuramente però, il reato penale, per il quale si chiedono i 3.000 euro, non è prescritto.

In quali casi bisogna restituire i soldi
Se quanto contestato dallo Stato è corretto, dovrai restituire i 1.000 euro, a meno che non ci siano validi motivi per dire il contrario. Ad esempio, nella lettera la Ragioneria si contesta il reddito, oppure si dice che sono state inserite persone a carico che non lo erano. Con il 730, l’Unico o il Cud, potrai dimostrare di avere ragione. In questo caso meglio andare di persona alla Ragioneria con la documentazione per annullare la richiesta di restituzione. Se invece avevi sbagliato (per esempio hai considerato netto il reddito di 50.000 euro, richiesta come soglia massima per beneficiare del bonus, oppure hai considerato a carico persone che in realtà non lo erano ai fini fiscali), devi restituire i 1.000 euro.


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