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Scuola Prof rimandati allesame di hitech

01 novembre 2009

01 novembre 2009
Un’inchiesta evidenzia le lacune degli insegnanti nostrani sulla conoscenza del mondo informatico.
Che cos’è un notebook? “Un famoso social network”. E l’hard disk? “Un gruppo musicale heavy metal”. Outlook? “Un’espressione giovanile che indica chi non è al passo con i tempi”.
Queste sono alcune delle bizzarre risposte a un questionario rivolto agli insegnanti italiani per misurare il loro rapporto con la tecnologia.
Ovviamente in tanti hanno saputo fornire la spiegazione corretta, ma più di uno ha dimostrato di non masticare per niente la materia hi tech.
La società Edu-Tech ha interrogato circa mille insegnanti di scuole primarie e secondarie per scandagliare il loro livello di conoscenza del mondo informatico. Ne è risultato un quadro con qualche ombra di troppo. Circa il 70% dei professori utilizza abitualmente il computer, ma il 18% non lo accende mai. Tra chi lo usa, quasi un quarto ha imparato da sé, mentre un altro quarto è ricorso agli insegnamenti dei propri figli.
La maggioranza dei professori interpellati vede di buon occhio la diffusione della tecnologia nelle scuole, anche se il consenso è tutt’altro che unanime: non va infatti oltre il 64%.
Se restringiamo il campo di visione ai pc, oltre sette insegnanti su dieci sostengono che la scuola dovrebbe mettere a disposizione un computer per ogni studente.
E internet? Quasi l’80% di coloro che utilizzano il pc naviga abitualmente, poco meno della metà frequenta social network, circa il 30% usa la rete per aggiornarsi sulla propria materia.
Ma non mancano le voci fuori dal coro: un professore su dieci considera il web un pericolo per la serietà di approfondimento e di ricerca e il 7% pensa addirittura che sia una perdita di tempo.
Dato questo panorama, agli insegnanti italiani rimane ancora tanta strada da fare per mettersi al passo con la tecnologia.

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