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Building social responsibility through standards

26 maggio 2010

26 maggio 2010

Sadie Homer - Consumer International
Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni - Altroconsumo


Con la globalizzazione e l'aumento della consapevolezza dell'impatto che l'industria ha sia sull'ambiente che sull'economia, i consumatori hanno cominciato gradualmente ad informarsi più approfonditamente su questioni ambientali, etiche e sull'impatto sociale dei prodotti e dei servizi. In questo contesto standard rigorosi e trasparenti rappresentano uno strumento che può ricoprire un ruolo chiave per orientare la produzione industriale, sia per modificarne i comportamenti e dunque incrementarne la sostenibilità. Consumer International, unica voce a livello mondiale per i consumatori, ha giocato un ruolo rilevante nello sviluppo dell'Iso 26000, standard che prevede gli step da affrontare perché un'organizzazione possa essere socialmente responsabile.

In passato le associazioni dei Paesi sviluppati che componevano Consumer International (che quest’anno festeggia il 50° anniversario) lavoravano con l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni che li aiutassero a prendere le migliori decisioni per le proprie necessità.
Con la globalizzazione e l’aumento della consapevolezza dell’impatto che l’industria ha sia sull’ambiente che sull’economia, i consumatori hanno cominciato gradualmente ad informarsi più approfonditamente su questioni ambientali, etiche e sull’impatto sociale dei prodotti e servizi da loro utilizzati.
Alcune associazioni appartenenti a Consumer International (CI) hanno deciso di spiegare ai consumatori come lavorano alcune organizzazioni di fair-trade e alcune riviste di informazione sociale e come utilizzare alcuni strumenti per fare scelte responsabili (ad esempio dati disponibili pubblicamente e questionari diretti alle aziende). I consumatori hanno il diritto di sapere il motivo per cui i prodotti sostenibili hanno prezzi differenti dai prodotti normali.
I consumatori desiderano avere maggiori informazioni sulle modalità tramite le quali possono modificare “la propria impronta ecologica” mediante l’utilizzo di determinati prodotti; nonostante ciò, i consumatori non sempre si fidano delle informazioni sui cambiamenti climatici fornite dall’industria, per questo dichiarano di voler ricevere informazioni da enti indipendenti.
Gli standard sono uno strumento che può avere un ruolo chiave per orientare la produzione industriale, sia per modificare i comportamenti e dunque incrementarne la sostenibilità. La chiave per fare ciò è lo sviluppo di standard rigorosi e trasparenti attraverso processi basati su un rigore scientifico, che offra ai consumatori un riferimento certo mediante il quale fare delle scelte di stili di vita sostenibili.
CI ha per questo legami sia con Iso sia con Copolco, l’organismo interno all’Iso che si occupa di policy dei consumatori. Consumer International, unica voce a livello mondiale per i consumatori, ha giocato un ruolo rilevante nello sviluppo dell’Iso 26000, che prevede gli step da affrontare perché un’organizzazione possa essere socialmente responsabile. Iso 26000 è considerato il documento che i Governi, le Organizzazioni non governative, imprese e sindacati dovrebbero avere come guida per la responsabilità sociale. È una lista dettagliata di principi sul rispetto dei diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di organismi e governi moderni e socialmente responsabili. Consumer International coordina più di 80 esperti per la tutela dei consumatori in tutto il mondo per lo sviluppo del processo e del contenuto dell’Iso 26000; quest’ultimo è il risultato del più credibile e integrato dibattito globale sugli standard per condotte responsabili, che ha la sua origine in un consenso multi-stakeholders.
Oggi, più che mai, la fiducia dei consumatori dipende dai comportamenti responsabili delle aziende. Quello che la crisi finanziaria ha drammaticamente dimostrato come le banche abbiano fallito prevaricando i diritti dei risparmiatori rispetto a quelli di alcuni portatori di interesse. Le associazioni di consumatori hanno lavorato molto per assicurare che l’Iso 26000 ponesse questioni
consumeristiche al pari di altre importanti questioni quali ad esempio i diritti umani, i diritti del lavoro e le questioni ambientali.
Per aiutare i consumatori a fare acquisti etici è necessario creare le condizioni perché lo possano fare realmente. Lo scorso febbraio gli Stati partecipanti hanno votato a favore dell’avanzamento allo stadio finale della bozza dell’Iso 26000.
Secondo questa bozza i diritti dei consumatori saranno considerati la chiave per la creazione di standard non solo credibili, ma soprattutto sostenibili.


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