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Roma, rischio emergenza rifiuti durante le feste

Dopo il rogo nell'impianto Ama sulla Salaria i rifiuti della Capitale saranno gestiti dall’impianto di Aprilia, ma solo fino a fine anno. Possibili disagi per la popolazione, con la produzione di rifiuti che aumenta nei giorni di festa.

21 dicembre 2018
Emergenza rifiuti

Una tregua per le festività natalizie. Questo garantisce l’accordo che consente di portare ad Aprilia, in provincia di Latina, una parte delle 650 tonnellate di rifiuti indifferenziati che in precedenza finiva ogni giorno nell’impianto per la raccolta di rifiuti Tmb Salario. In seguito all’accordo tra il privato Rida Ambiente e la società regionale Lazio Ambiente ad Aprilia potranno finire fino a 400 tonnellate al giorno di rifiuti romani (prima erano 200).

L'emergenza a Roma

La situazione rischia di ritornare problematica perché le previsioni di Ama sono soltanto fino a fine anno, è ancora tutto da verificare quello che accadrà nel 2019. Intanto si sta lavorando per trovare accordi e sbocchi in altre regioni, perché a Roma mancano gli impianti per trattarli. Nessuna capitale europea è in queste condizioni, tutte le altre hanno almeno un termovalorizzatore. Roma avrebbe bisogno di 4 o 5 impianti per la digestione anaerobica e per la frazione umida, di un termovalorizzatore per almeno 600mila tonnellate e di una discarica di servizio a Roma o nel Lazio.

L’Antitrust avvia un’istruttoria per collusione nelle gare Ama

L’Antitrust vuole verificare se le società Herambiente e la sua controllante Hera, Linea Ambiente e la sua controllante Linea Group Holding, A2A, Rea Dalmine, Sogliano Ambiente e Core-Consorzio Recuperi Energetici, attuali fornitori di Ama, abbiano posto in essere una intesa per l’astensione dalla partecipazione ad alcune procedure di gara indette dalla stessa azienda municipalizzata per la fornitura dei servizi di trasporto, smaltimento e recupero dei materiali, quali scarti e Fos, derivanti dall’attività dei Tmb di Rocca Cencia e Via Salaria, nonché del Rur ( Rifiuto Urbano Residuo) e Cdr ( Combustibile da Rifiuti). Ama ha segnalato all’Autorità che le gare bandite nel febbraio e nel luglio 2018 sono entrambe andate deserte nonostante le basi d’asta fossero più vantaggiose delle precedenti aggiudicazioni dei medesimi servizi. La mancata presentazione di offerte per entrambe le procedure di gara ha comportato per Ama la necessità di acquistare i medesimi servizi a trattativa privata e a condizioni economiche più onerose, concludendo contratti di fornitura a prezzi più elevati con le stesse società che fornivano i servizi oggetto di gara. I funzionari dell’Autorità, con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di tutte le società coinvolte nell’istruttoria.

La situazione in Italia

Per raggiungere il 65% di riciclo e scendere sotto al 10% di smaltimento in discarica, come l’Europa ci chiede al fine di realizzare un’economia sostenibile, occorre una rete di impianti di trattamento in grado di assorbire i flussi crescenti delle raccolte differenziate. Prevenzione, riuso, recupero di materia prima e di energia sono gli ingredienti di una stessa strategia. 

Le emergenze sono figlie di errori nella pianificazione

Tra il 2014 ed il 2016 la produzione di rifiuti urbani in Italia è aumentata del 3%, coerentemente con il leggero incremento di Pil e consumi. Spesso le previsioni di riduzione dei rifiuti si basano su valutazioni di carattere politico più che tecnico, per affermare la volontà di perseguire politiche virtuose senza però tradurre in realtà le azioni a ciò necessarie, con il risultato, non sgradito a chi punta al consenso elettorale, di sottostimare la dotazione impiantistica necessaria e l’esigenza di servizi.

Cosa si può fare

Se vogliamo evitare le continue emergenze rifiuti e i roghi e contrastare davvero l’espansione delle ecomafie nella gestione dei rifiuti, è necessario passare a una gestione industriale dei trattamenti dei rifiuti e delle raccolte differenziate. Non solo per raggiungere gli obiettivi UE e per attivare i giusti meccanismi di economia circolare, ma soprattutto per tutelare la salute dei cittadini.