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Garanzia sconosciuta ai consumatori boicottata dai venditori

01 marzo 2010

01 marzo 2010

La legge sulla garanzia di conformità ha portato una tutela molto ampia per chi acquista un prodotto, perché se il bene non corrisponde alle caratteristiche promesse dal venditore si può pretendere che sia sostituito o riparato entro due anni. Nonostante siano passati 8 anni dalla sua entrata in vigore pochi la conoscono e nei negozi c'è chi se ne approfitta.

Tante segnalazioni
Venditori che sfruttano l'ignoranza della legge per non dare assistenza in caso di difetti, scaricabarile tra venditore e produttore e quando l'intervento c'è, spesso è inefficace, con tempi lunghi e con spese a carico del consumatore (mentre la legge dice che deve essere gratuito). È il quadro sconfortante emerso dalle quasi 700 segnalazioni analizzate dalla nostra associazione nell'arco di qualche mese, raccolte in un'inchiesta realizzata nell'ambito dell'iniziativa "Rendiamoci conto" finanziata dal ministero per lo Sviluppo economico.

Legge disattesa: l'Antitrust indaga
Dopo otto anni, possiamo dire che la rivoluzione portata dalla legge sulla garanzia è rimasta incompiuta. I negozianti l'hanno vissuta come un onere da accollarsi senza ritorno economico, senza capire che l'assistenza post-vendita, richiesta dalla legge, è un'occasione di fidelizzazione del cliente. Una resistenza che ha creato ancora più incertezza nei consumatori sui propri diritti. Lo ha rilevato anche l'Antitrust che, nel gennaio scorso, ha aperto un'istruttoria sui comportamenti scorretti di sette catene dell'hi-tech.

Come far valere i propri diritti
La garanzia prevista per legge dura due anni, è gratuita e spetta al venditore farsene carico. Quindi, bisogna portare il bene difettoso da chi lo ha venduto entro due mesi dalla scoperta del guasto. Non fatevi dirottare dal venditore, che troppo spesso rinvia direttamente dal produttore. Infatti, portare il cellulare o il computer in un centro di assistenza, senza far valere la garanzia legale, è sbagliato e rallenta i tempi per vedere riconosciuto il diritto alla riparazione o alla sostituzione. Per tutelarsi, oltre alla richiesta verbale, è sempre meglio far seguire una richiesta scritta con raccomandata a/r per avere la prova di aver contestato il difetto entro i termini di legge. Chi compra ha la possibilità di chiedere a scelta la riparazione o la sostituzione del bene non conforme. Il venditore può proporre soluzioni alternative, ma la decisione finale spetta al cliente.


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