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Garanzia: novità nella prova del difetto

19 settembre 2013

19 settembre 2013

Finalmente non sarà più chi compra a dover dimostrare che il prodotto non funzionava bene già al momento dell'acquisto. Lo dice ufficialmente una sentenza della Corte di Cassazione: spetta al negoziante che non vuole riconoscere il diritto di garanzia dare prova della buona qualità iniziale di quanto ha venduto.

Se il prodotto che hai comprato non funziona bene o è difettoso hai due anni di tempo dal momento dell'acquisto per far valere il tuo diritto di garanzia: approfondisci come nel nostro speciale.

Ma non solo. Grazie a una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 20110, 2/09/2013), i clienti hanno acquisito in quest'ambito un nuovo importante diritto: sarà il venditore che - se vuole sottrarsi alla garanzia - dovrà dimostrare che il bene non aveva nessun problema all'origine. Fino ad ora, invece, le cose funzionavano al contrario: veniva spesso chiesto al cliente, infatti, di fornire la prova che il prodotto fosse difettoso già al momento dell'acquisto. Mica semplice: infatti, in tanti preferivano rinunciare al proprio diritto di garanzia. D'altronde, lo abbiamo sempre sostenuto: chi compra non è un ingegnere che analizza la piena funzionalità di un nuovo acquisto conservandone prova. Assolutamente più ragionevole richiedere un simile onere a chi il prodotto lo vende e della sua buona qualità, invece, dovrebbe averne certificazione.

Cosa deve dimostrare chi compra

Gli acquirenti, nel caso in cui si voglia far valere il proprio diritto alla garanzia, devono solo far constatare almeno una di queste mancanze.

  • Il prodotto non ha almeno un requisito di conformità, cioè non è adatto all'uso abituale che se ne fa, o all'uso particolare che ne vuole fare.
  • Il prodotto non corrisponde alla descrizione fatta dal venditore.
  • Il prodotto non ha qualità e prestazioni che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi anche tenendo conto delle promesse pubblicitarie.

 


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