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In breve

27 giugno 2011

27 giugno 2011

A cura di Luisa Crisigiovanni

Questa rubrica si propone di fornire informazioni aggiornate in materia consumeristica sull'attività legislativa e sui provvedimenti adottati dalle autorità di vigilanza a livello italiano ed europeo, dando ai lettori i relativi riferimenti per eventuali approfondimenti.

Dall’Italia

Riforma del processo civile
Decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010.

Il decreto legislativo di attuazione della riforma del processo civile (Legge n. 69/2009) ha introdotto la mediazione civile e commerciale come strumento per giungere a una conciliazione.
A partire dal 21 marzo, quindi, è entrata in vigore la riforma approvata e per un gran numero di cause civili non sarà più possibile far ricorso al giudice senza aver prima tentato la via della conciliazione di fronte a uno degli organismi abilitati. Solo nel caso in cui non si raggiungesse l’accordo, si andrà in tribunale.
La riforma interessa tutte le cause relative a:

– diritti reali;
– divisione;
– successioni ereditarie;
– patti di famiglia;
– locazione;
– comodato;
– affitto di aziende;
– contratti assicurativi, bancari e finanziari;
– responsabilità medica;
– diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità.

Solo dal 20 marzo 2012 la mediazione obbligatoria riguarderà anche le cause condominiali e il risarcimento danni da incidenti stradali.
È necessaria l’assistenza degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria e la costituzione di una cabina di regia permanente tra il ministro e l’avvocatura.
Ci si rivolge al mediatore non per stabilire chi ha ragione o chi ha torto, ma per trovare una soluzione in grado di soddisfare entrambi i contendenti. Il ruolo del mediatore è quello di favorire un accordo amichevole di definizione della controversia, e non quello di arbitro.
Quindi la procedura prevede che siano le parti, non il mediatore, a definire i contenuti dell’accordo, con tutte le soluzioni e le modalità che ritengono utili.
Il mediatore al quale affidarsi per trovare una soluzione può essere scelto liberamente tra i soggetti iscritti all’Albo degli organismi di conciliazione del Ministero della Giustizia. Un volta presentata la domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro entro 15 giorni dalla data di deposito della domanda.
Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo di mediazione. Tutta la procedura deve concludersi, per legge, nel termine massimo di 120 giorni.
Se si raggiunge un accordo direttamente tra le parti, la procedura si conclude. Quando l’accordo non si trova si ha il diritto di ricorrere al tribunale.
Se l’altra parte non accetta l’invito alla mediazione o non si presenta all’incontro fissato dal mediatore, la segreteria della Camera di conciliazione consegna un verbale di fallita conciliazione per mancata adesione della controparte.
La mediazione ha un costo che serve a retribuire il conciliatore e che è a carico di entrambe le parti in causa. Tali costi sono fissati dal Ministero della Giustizia.
Per coloro che raggiungono un accordo è previsto un incentivo fiscale.

Dall’Europa

Banca dati sui consumi alimentari nell’Unione europea

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato un prospetto della sua prima banca dati completa sui consumi alimentari, che dà informazioni dettagliate per i diversi Paesi dell’Unione europea.
La nuova banca dati contribuirà alla valutazione dei rischi connessi ai pericoli che possono presentare gli alimenti nell’Ue e consentirà di effettuare stime più precise dell’esposizione dei consumatori a tali pericoli, fornendo un contributo fondamentale al lavoro di valutazione del rischio dell’Efsa.
I dati contenuti nel database dell’Efsa derivano da 32 diverse indagini sulle abitudini alimentari realizzati in 22 Stati europei, compreso un progetto avviato nel 2008 dal titolo “Individual food consumption data and exposure assessment studies for children” che si incentrava sull’esposizione e sul consumo alimentare dei bambini.
La banca dati consente di effettuare una rapida selezione tra esposizione cronica ed esposizione acuta a sostanze pericolose, eventualmente presenti nella catena alimentare.

 


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