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In breve

26 maggio 2010

26 maggio 2010

Luisa Crisigiovanni - Altroconsumo

Questa rubrica si propone di fornire informazioni aggiornate in materia consumeristica sull'attività legislativa e sui provvedimenti adottati dalle autorità di vigilanza a livello italiano ed europeo, dando ai lettori i relativi riferimenti per eventuali approfondimenti.

Dall’Italia

Conciliazione delle controversie Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (GU n. 53 del 5 marzo 2010)

Dopo i lavori delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, il 20 marzo scorso sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo, che concretizza la delega conferita al
Governo dalla Legge n. 69 del 2009 in materia di processo civile, il cui obiettivo è la riforma della disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione di tutte le controversie in materia civile e
commerciale, con obiettivi di deflazione dei processi e diffusione della cultura del ricorso a  soluzioni alternative.
Di seguito le principali disposizioni entrate in vigore:
– avvio di una domanda di mediazione: una parte può in ogni momento depositare una domanda di mediazione presso un organismo accreditato per la conciliazione di una controversia, sia civile sia commerciale. Dalla mancata partecipazione alla mediazione senza giustificato motivo della controparte, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio;
– invito del giudice alle parti: il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della
causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a rivolgersi ad un organismo di mediazione;
– obbligo di informazione per l’avvocato: all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal decreto e delle agevolazioni fiscali. L’avvocato informa l’assistito dei casi in
cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto è annullabile;
– esito: quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene hanno fatto concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l’indicazione della proposta; il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica la sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità  di sottoscrivere.

Dall’Europa

Niente spese per il consumatore che recede: sentenza della Corte di Giustizia della Comunità europea del 15 aprile 2010 - procedimento C-511/08

La Corte di Giustizia della Comunità europea si è pronunciata, nel mese di aprile, in merito ai diritti dei consumatori che sottoscrivono contratti a distanza.
In particolare, se il consumatore esercita diritto di recesso da un contratto concluso a distanza, il  venditore  deve restituire, oltre al costo del prodotto, anche quello relativo alla consegna.
La Corte ha ribadito che la Direttiva europea che regola i contratti a distanza (97/7) riconosce al consumatore un diritto di recesso che egli può esercitare, entro un termine determinato, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo. Le uniche spese eventualmente a carico del consumatore dovute all’esercizio del suo diritto di recesso sono le spese dirette di rispedizione
dei beni al venditore.


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