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Inflazione, vediamo l'andamento dei prezzi a febbraio

Le stime parlano di una lenta ripresa dell'inflazione. Aumentano i prezzi delle bollette di luce e gas, ma anche quelli di prodotti freschi come carne, pesce e verdure. Non per una reale crescita della domanda: le ragioni sono da ricercare in fattori esterni, legati principalmente alla produzione. Facciamo il punto.

07 marzo 2019
Aumento prezzi inflazione

Dopo anni di inflazione a quota zero, le stime intravedono una sua leggera ripresa. Gennaio si è chiuso con previsioni di crescita dei prezzi pari allo 0,9%, ora ci si aspetta un'ulteriore crescita dell'1,1%. Il livello comunque non è allarmante, considerando che l'inflazione fisiologica solitamente viene considerata attorno al 2%, siamo ancora su livelli piuttosto bassi.

In aumento le tariffe di luce (+7%) e gas (+10%)

Tra le voci di spesa che registrano gli aumenti più importanti troviamo quelle legate all'abitazione, all'acqua e all'energia. Tra le motivazioni che spiegano il rincaro delle bollette di gas e luce c'è il forte incremento del prezzo del petrolio che, dopo aver raggiunto un picco a ottobre, è precipitato al suo minimo a Natale. A gennaio, di conseguenza, le tariffe di energia elettrica sono aumentate del 7,1%, mentre quelle del gas hanno registrato aumenti del 10%. La situazione non ha subito variazioni, questo porta a pensare che gli incrementi vengano confermati anche a febbraio.

Spesa: rincarati i prezzi dei prodotti freschi 

Bevande alcoliche e tabacchi sono cresciuti del 3,7%, incremento che supera quello del 2,3% registrato sulle stesse tipologie di prodotti a gennaio. A preoccupare di più, però, è l'aumento dei prezzi delle bevande analcoliche e dei prodotti alimentari: +2,1% contro l'incremento dello 0,7% del mese scorso. Quali sono i prodotti che hanno contribuito maggiormente all'aumento dei prezzi? Secondo l'Istat soprattutto frutta, verdura, carni e pesce fresco. Non si tratta di una sorpresa, infatti c'era stato un sentore di questi aumenti già il mese scorso con i rincari dei molluschi freschi (+3,7%), delle arance (3%), delle pesche (5,2%) e dei vegetali (+3,9%), tra cui spiccano insalata e cavoli, con rincari del 12%.

In calo il settore telco, ma non è positivo

Quella delle delle telecomunicazioni è la voce che riesce a calmierare maggiormente l'andamento dell'inflazione. Dopo il -6,2% del mese scorso, infatti, il settore registra un ulteriore calo del 7,8% dei prezzi. Ma a cosa è dovuta questa contrazione? In realtà il tutto si spiega con il calo fisiologico dei prezzi dei dispositivi che, dopo la loro uscita sul mercato in cui vengono proposti al loro massimo prezzo, perdono valore con il passare dei mesi. Il settore delle telecomunicazioni include anche le tariffe di telefonia fissa, mobile e i pacchetti di servizi: il bilanciamento tra i rincari di alcune voci e la contrazione di altre porta quindi a un risultato complessivo in negativo. Ma la notizia, in realtà, non è positiva, dal momento che le tariffe della telefonia fissa e mobile continuano a crescere.

I prezzi salgono non per l'aumento della domanda

Il fatto che l'inflazione si discosti dallo 0%, la soglia di deflazione, di per sé è complessivamente una buoan notizia: significa che le famiglie stanno pian piano migliorando le proprie condizioni e dunque riprendono a spendere, aumentando la domanda. Ma la spiegazione in realtà non è del tutto positiva. L'incremento registrato nei prezzi dei prodotti freschi, infatti, è dovuto più a fattori legati alla produzione che a un reale aumento della domanda. Così come anche i prezzi delle bollette, il cui rincaro è da attribuire al prezzo del petrolio piuttosto che a una maggiore propensione alla spesa da parte delle famiglie. Nei prossimi mesi, considerando che il prezzo del greggio è tornato a livelli ragionevoli, i costi delle bollette energetiche dovrebbero scendere: staremo a vedere che effetto avrà sulla spesa degli italiani.